Il tema dell’edizione 2026 di REbuild “Housing Remix. Nuove soluzioni per l’abitare” (12 e 13 maggio a Riva del Garda -TN), si inserisce nel dibattito europeo sulla casa come tema strategico, proponendo una visione sistemica dell’abitare che supera la dimensione privata per diventare infrastruttura sociale, economica e ambientale.

Il punto di partenza è la crescente centralità della questione abitativa in Europa, dove l’aumento dei costi e le trasformazioni sociali impongono un ripensamento profondo dei modelli tradizionali. L’abitare non è più considerato solo un bene individuale, ma un fattore chiave per la coesione sociale, la competitività dei territori e la qualità della vita. In questo contesto, la sfida non è solo costruire nuove case, ma rigenerare e valorizzare il patrimonio esistente, integrando innovazione, politiche pubbliche e nuovi modelli economici.
Un elemento centrale del dibattito proposto da REbuild è il forte richiamo alla sostenibilità, intesa in senso ampio: ambientale, sociale ed economico. In particolare emerge il tema energetico: migliorare l’efficienza energetica del patrimonio edilizio esistente, ampiamente obsoleto ed energivoro, significa ridurre consumi, emissioni e costi, ma anche migliorare il benessere degli abitanti e aumentare il valore degli immobili.
REbuild: le ricerche sul ‘Price premium’
In questa direzione, REbuild si prepara a rendere pubblici i risultati di una nuova ricerca realizzata per l’Osservatorio REbuild dal Dipartimento di Culture del Progetto dell’Università Iuav di Venezia, guidato dal professor Ezio Micelli, presidente del Comitato Scientifico di REbuild.
Negli ultimi anni, gli studi condotti per l’Osservatorio REbuild hanno documentato in modo chiaro come la riqualificazione energetica degli edifici residenziali aumenti concretamente il valore delle abitazioni. La mancata riqualificazione, al contrario, determina una significativa perdita di patrimonio.
Nel 2024 l’analisi si è estesa a sei città italiane: tre metropolitane — Milano, Torino e Firenze — e tre di medie dimensioni — Padova, Mestre e Bergamo — con un campione di circa 3.000 proprietà. I risultati evidenziavano una differenziazione dei premi in base al contesto urbano, indicando che l’efficienza energetica è valorizzata in misura maggiore nei mercati meno dinamici.
Nel 2026, ulteriori approfondimenti hanno mostrato che il contesto climatico è un determinante strutturale della capitalizzazione del valore. Questo andamento riflette la correlazione tra i risparmi energetici attesi e la disponibilità del mercato a pagare per l’efficienza (per bollette più basse, maggiore comfort, minore rischio sui costi energetici, comune sentire ecologicamente improntato).
In sintesi, i dati dal nuovo report confermeranno che l’efficienza energetica è un driver concreto di valorizzazione immobiliare. Comprendere l’interazione tra tipologia urbana, severità climatica e livello di efficienza permette di orientare strategie di investimento e politiche pubbliche più efficaci, massimizzando sia il valore economico sia i benefici energetici del patrimonio residenziale nazionale.
In questo quadro, l’energia diventa un elemento strutturale dell’abitare, non solo tecnico ma centrale per qualità urbana e benessere collettivo, con impatti su inclusione, economia e sostenibilità.
In sintesi, “Housing Remix” propone il passaggio dall’edilizia come produzione di immobili a un sistema integrato, dove efficienza energetica, innovazione e dimensione sociale guidano città più sostenibili e resilienti.
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