L’Italia delle aziende si riprende. Ecco gli investimenti nel mondo

Dall'energia, ai cavi alla interconnessioni ferroviarie, guardando alla sostenibilità e alla innovazione tecnologica

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Le aziende italiane nel mondoDall’Europa all’India fino in Brasile e Australia: le aziende italiane nel mondo si riprendono un loro spazio. Vediamo come

Da Chioggia per rimodernare il porto di Fiume

Dopo aver completato, l’anno scorso, la costruzione del “Zagreb pier deep sea terminal”, un molo che ha reso la struttura croata la più profonda sul mare Adriatico settentrionale, la “Nuova Co.ed.mar s.r.l.” ha firmato un contratto con l’Autorità portuale di Fiume per l’adeguamento di una porzione lunga 100 metri del tratto sud del terminal portuale di Braida. L’opera permetterà di raggiungere il fondale della porzione nord, così da consentire l’ormeggio di navi di maggiore stazza. L’azienda veneta, importante attore nella costruzione di opere marittime, riceverà 10,4 milioni di euro che rappresentano una parte del costo totale dei lavori per il rinnovamento del porto fiumano, comprendenti anche la costruzione di un raccordo autostradale tra il porto e la tangenziale di Fiume. Il valore complessivo delle opere è pari a 73,7 milioni e la data di consegna è prevista entro il 2022.

In India la metropolitana parla italiano

Il nostro Paese si conferma come un attore rilevante a livello mondiale nella realizzazione di infrastrutture strategiche, anche quelle relative alla mobilità. Il 25 giugno scorso Italferr, la divisione di ingegneria delle FS italiane, ha ottenuto le attività di progettazione e supervisione lavori relative alle linee metropolitane di Kanpur e Agra, due importanti centri industriali situati a nord della penisola indiana. L’opera completa prevede una ferrovia lunga oltre 62 chilometri, 59 stazioni e 4 depositi, per un controvalore complessivo di 2,4 miliardi di euro provenienti dal governo indiano e dalla Bei (Banca europea di investimento). La quota spettante a FS, associata all’iberica Typsa, a seguito del contratto firmato con Uttar Pradesh metro rail corporation (UPmrc), sarà pari a 19 milioni di euro. La consegna è prevista tra cinque anni. Italferr è presente in India dal 2016, con progetti di alto valore tecnico: il ponte strallato di alto valore ingegneristico Anji Khad bridge; due nuove linee di metropolitana a Mumbai e il progetto Estern dedicated freight corridor Kurja Dadri section per l’importante corridoio del trasporto merci nel paese.

Prysmian group continua la proiezione in Germania

Implementando l’attività iniziata con i progetti SuedOstLink e A-nord, la multinazionale, attiva nei sistemi in cavo per energia e telecomunicazioni con sede a Milano, prosegue l’espansione in Germania arrivando a detenere la porzione principale di tutti i corridoi tedeschi, assegnati dagli operatori locali TransnetBW gmbh e TenneT, a testimoniare l’eccellenza dei prodotti italiani capaci di ottenere commesse nel selettivo mercato tedesco.

Come le due precedenti commesse, anche quest’ultima ha per oggetto progettazione, fornitura, posa, giunzione, test e collaudo di un sistema di cavo interrato con una capacità di 2 GW che unirà il nord, Wilster in Schleswig-Holstein, alle regioni meridionali della Germania, a Bergrheinfeld in Baviera, tramite il “corridoio SuedLink”, per una lunghezza di circa 700 chilometri.

La commessa, del valore di oltre 800 milioni di euro, prevede la fornitura di un cavo interrato ad alta tensione continua (Hvdc: High voltage direct current) da +/- 525 kV, con conduttori in rame di grandi dimensioni e isolamento estruso Xlpe per operare ai più alti livelli di tensione. La consegna è prevista entro il 2026.

Hakan Ozmen, vice presidente esecutivo bp di Prysmian sottolinea come: “In futuro assisteremo a un crescente bisogno di cavi per esportare e trasmettere energia rinnovabile da parchi eolici offshore e onshore su distanze sempre più lunghe. Grazie a SuedLink, Prysmian rafforza la propria presenza in progetti strategici per le interconnessioni interrate sempre più efficienti e sostenibili”.

Saipem produrrà urea in Australia

In attesa della Decisione finale di investimento (Fid l’acronimo in inglese), della firma del contratto Epc e del rilascio di tutte le autorizzazioni legali e governative, l’azienda guidata da Stefano Cao è stata selezionata dalla Perdaman industries come Epc contractor esclusivo per un impianto di produzione di urea nella porzione occidentale della costa australiana. L’infrastruttura sarà composta da un impianto di urea fertilizzante con una capacità di 2 milioni di tonnellate di urea annue; sarà composto da un impianto di trattamento delle acque, una centrale elettrica da 100 MW e da strutture per lo stoccaggio, carico e scarico dell’urea. L’attività svolta da Saipem, associata al 50% con Clough, vedrà realizzate ingegneria, costruzione, pre-commissioning e commissioning dell’impianto, cui si aggiungeranno i servizi, il trattamento dell’urea, i serbatoi di stoccaggio e gli edifici civili del sito. “Saipem ha un interesse strategico in Australia e una riconosciuta esperienza internazionale nella produzione di urea/ammonia” evidenzia Alessandro Tattini, Apac area manager della divisione E&c onshore dell’impresa di San Donato Milanese: “Grazie a questa joint venture, stabiliamo una collaborazione con una società come Clough che realizza progetti in questo paese da oltre un secolo. Questa joint venture porterà a produzione per il nostro cliente Perdaman uno dei più grandi progetti di urea al mondo”.

Il gruppo italiano Psc, supportato dallo studio Guarnera advocados, collabora con Enel in Brasile

Nel 2019 ha acquistato la Ensinco, realtà operante nei servizi di manutenzione di reti elettriche di distribuzione; adesso, 1 luglio scorso, il gruppo Psc, uno dei maggiori operatori di Engineering, procurement e construction (Epc) a livello nazionale, opererà nell’avviamento di una commessa firmata con Celg, del gruppo Enel, relativa alla fornitura di servizi tecnici e commerciali per le reti di media e bassa tensione situate nello stato carioca di Goias. Tutte le attività legali dell’accordo saranno gestite dallo studio Guarnera, formato da avvocati italo-brasiliani.

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