L’Italia all’estero tra riconoscimenti e nuove sfide imprenditoriali

Scandinavia, Africa e Penisola Araba infine Polonia

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Foto di Gerd Altmann da Pixabay

La settimana scorsa ci siamo occupati di aziende premiate e di tecnologia tricolore in Brasile. Oggi continuiamo con i riconoscimenti, stavolta a Terna e torniamo nella penisola araba e in Africa con Eni e Saipem. Banca Intesa Sanpaolo insiste sulla transizione energetica, stavolta in Polonia, paese che si sta impegnando a fondo nell’uso di fonti energetiche a ridotto impatto ambientale. Infine in Scandinavia, dove l’ultracentenaria Falck inizia a vendere elettricità prodotta dal vento.

Eni negli Emirati arabi partecipa nuovi giacimenti di gas

Il 27 gennaio scorso, Eni ha diffuso la notizia della scoperta di un giacimento di gas nel territorio dell’emirato di Sharjah. La scoperta è frutto dell’accordo tra l’azienda di S. Donato Milanese e Sharjah national oil corporation (Snoc), la compagnia di stato emiratina, nata nel 2010 ed è riferita alla concessione sulle aree A e C. L’attività comune di ricerca e sviluppo degli idrocarburi tra le due imprese è iniziata nel 2019 e la scoperta rappresenta il ritorno all’estrazione di gas sulla terraferma del paese arabo dopo circa 37 anni dall’ultima volta. L’ampiezza del giacimento, chiamato Mahani-1, sarà definita nel breve periodo, nel frattempo si è iniziato a estrarre, con una produzione giornaliera di 1,4 milioni di metri cubici standard di gas. Il presidente di Snoc, il sultano bin Ahmed Al Qasimi, manifesta con queste parole la soddisfazione per la scoperta: “Questa scoperta rappresenta uno sviluppo interessante per Snoc e conferma il nostro impegno a rendere disponibili le riserve di gas all’interno degli Emirati. Snoc creerà le infrastrutture strategiche per l’energia, così da soddisfare le richieste crescenti di energia a livello residenziale, industriale e privato”. Anche l’intervento di Hatem Al Mosa, Ad di Snoc, palesa la forza di questa scoperta: “Accordi come questo permettono di coniugare le nostre conoscenze per raggiungere siffatti risultati e speriamo di implementare questa collaborazione nel futuro”.

Eni detiene oltre 12.000 di kmq di aree esplorative negli Emirati arabi uniti (Eau).

Saipem in Mauritania

Mentre l’azienda diretta da Claudio Descalzi, come abbiamo letto sopra, continua ad approfondire la sua presenza in Medio Oriente, quella guidata da Stefano Cao, controllata da Eni, prosegue l’espansione sul continente Nero, stavolta in Mauritania, al confine marino con il Senegal, presso il terminal “Tortue-Ahmeyim”. Il 28 gennaio scorso l’azienda ha comunicato l’assegnazione del contratto Epic (Engineering, procurement, construction e installation) per la realizzazione delle installazioni di attracco per la struttura galleggiante, con la relativa infrastruttura di protezione. Per il completamento del contratto, Saipem aprirà una filiale a Nouakchottcapitale dello stato africano. L’opera sarà realizzata con la francese Eiffage, ha un valore di 350 milioni di euro e inizierà a settembre prossimo.

Intesa S. Paolo partecipa la transizione sostenibile in Polonia

La transizione energetica polacca cresce con il tricolore italiano: il gruppo bancario finanzierà, per cinque anni, gli investimenti del gruppo Tauron, attivo nella produzione energetica, anche sfruttando fonti rinnovabili, tramite una dotazione di 175 milioni di euro. Questo accordo segna un altro passo sulla transizione energetica di Varsavia verso l’energia pulita, realizzando il primo grande progetto “sostenibile” a livello statale. Il paese parte da una produzione energetica fortemente orientata verso il carbone e la riduzione di emissioni è una scommessa impegnativa, sia a livello industriale che geopolitico. L’accordo prevede la produzione di energia da fonti rinnovabili e l’implementazione della rete tramite l’utilizzo di tecnologie ecocompatibili di ultima generazione. Da parte di Intesa, il finanziamento è curato dalla Divisione corporate investment banking (Cib), diretta da Mauro Micillo, tramite la sua filiale nella capitale polacca, con la supervisione di Imi banca attraverso la filiale londinese, e sottolinea l’impegno della banca torinese nella difesa della sostenibilità. Anche per la Polonia, quindi, il futuro si tinge di verde grazie all’Italia.

Terna totalizza 90 punti e rafforza la sua presenza nella Gold class di Robecosam

Analizzando i risultati nella sostenibilità di oltre 4.700 aziende più importanti a livello mondiale, Robecosam, agenzia internazionale di valutazione, nel suo “The sustainability yearbook 2020”, pubblicato il 30 gennaio scorso, ha confermato la multinazionale con sede a Roma al primo posto, per il secondo anno consecutivo, nella Gold class (Gc), all’interno della classifica relativa al settore: “Electric utilities” del Dow Jones sustainability index (DJsi). Luigi Ferraris, Ad di Terna, spiega le ragioni di questo successo: “Questo è un riconoscimento importante per la capacità di Terna di operare ogni giorno in tutte le sue attività, coniugando creazione di valore e sostenibilità”.

Terna ha totalizzato un punteggio di 90/100, in un settore dove le concorrenti hanno un punteggio medio pari alla metà: 45/100

I criteri di valutazione di Robecosam stimano, in modo severo, le prestazioni economiche, ambientali, sociali e risoluzione delle controversie. In questo spettro, l’impresa presieduta da Catia Bastioli è stata giudicata nei seguenti ambiti: gestione dei rischi, corporate governanace, impatti ambientali, rapporto con la comunità, gestione delle risorse umane, stakeholder engagement, rispetto dei diritti umani e controllo della catena di fornitura.

Falck renewables inizia la vendita dell’energia prodotta in Norvegia

Il 30 gennaio scorso, l’azienda fondata da Giorgio Enrico Falck, ha confermato l’accordo raggiunto per un Power purchase agreement (Ppa) per la vendita dell’energia elettrica prodotta dall’impianto eolico di Hennoy, situato sulla costa occidentale del paese scandinavo.

Le parole di Toni Volpe, Ad di Falck renewables Spa, sottolineano l’importanza della firma: “Siamo soddisfatti della firma di questo PPA a lungo termine in Norvegia con uno dei più importanti player europei, che permette di stabilizzare i ricavi del nostro impianto per i prossimi dieci anni e rappresenta un importante traguardo nella strategia di sviluppo nei Paesi scandinavi

Il contratto avrà una durata di 10 anni, permettendo all’impresa milanese di stabilire il prezzo nel mercato scandinavo del 70% della produzione dell’infrastruttura. L’energia prodotta, pari a circa 170 GWh annui, soddisferà le esigenze di 8.700/10.900 famiglie.

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