Gas, teleriscaldamento, economia circolare: le aziende italiane continuano a viaggiare

Le aziende nazionali questa settimana guardano a Nordafrica, Penisola araba, Est Europa e India

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Foto di Werner Heiber su Pixabay

La rubrica settimanale dedicata alle aziende italiane all’estero si concentra sulle attività di Eni, Versalis, Snam, Saipem, Cannon Bono energia, Renco in Nordafrica, Penisola araba, Est Europa e India.

Le aziende italiane della settimana

Eni e Snam collaborano nei gasdotti tra Algeria e Italia

Eni e Snam hanno firmato un accordo per la cessione a Snam da parte di Eni del 49,9% delle partecipazioni detenute (direttamente e indirettamente) da quest’ultima nelle società che gestiscono i due gruppi di gasdotti internazionali. Le infrastrutture collegano l’Algeria all’Italia. Si tratta di gasdotti a terra che si estendono dal confine tra Algeria e Tunisia fino alla costa tunisina (gasdotto Ttpc). Anche le tratte a largo dalla costa tunisina all’Italia (Tmpc) saranno oggetto della cessione. Il vettore del trasferimento sarà una nuova società italiana. Eni deterrà il 50,1%, mentre il restante 49,9% verrà ceduto a Snam per un importo di 385 milioni di euro. Snam finanzierà il pagamento del corrispettivo mediante mezzi propri. L’operazione consente di valorizzare in maniera sinergica le rispettive competenze di Eni e Snam su una rotta strategica per la sicurezza degli approvvigionamenti di gas naturale in Italia. Questo promuoverà iniziative di sviluppo nella catena del valore dell’idrogeno dal Nord Africa. L’ad Eni, Claudio Descalzi, spiega in una nota stampa: “Il gas avrà un ruolo fondamentale nell’accompagnare la transizione dei sistemi energetici verso modelli a zero emissioni, ed è importante mantenere disponibilità e diversificazione delle rotte di fornitura di questa fonte”. L’ad Snam, Marco Alverà, conferma in nota: “In futuro, infatti, il Nord Africa potrà diventare anche un hub per la produzione di energia solare e idrogeno verde”.

L’operazione fa parte della strategia di Eni tesa a ottimizzare il portafoglio per crescere nei settori relativi alla transizione energetica. L’acquisizione permette, inoltre, a Snam di posizionarsi su una rotta strategica per la sicurezza degli approvvigionamenti di gas naturale per l’Italia. Promuove anche le prospettive di sviluppo della catena del valore dell’idrogeno grazie alle risorse naturali del Nord Africa. L’accordo prevede altresì un meccanismo di earn-in ed earn-out da calcolarsi sulla base dei ricavi che saranno generati dalle società target. Queste ultime hanno generato nel 2020 un utile netto (100% quota Eni) di circa 90 milioni di euro. Eni e Snam eserciteranno un controllo congiunto sulla NewCo in base ai principi di gestione paritetica. A seguito di ciò, ne conseguirà per entrambe un consolidamento con il metodo del patrimonio netto. L’esecuzione dell’operazione è subordinata ad alcune condizioni sospensive. Come l’ottenimento delle autorizzazioni necessarie in relazione all’operazione ai sensi delle normative antitrust e golden power. L’operazione sarà verificata da parte delle ulteriori competenti autorità regolamentari. Da ultimo, l’ottenimento dell’autorizzazione da parte dello stato tunisino e dei consensi e/o gradimenti da parte dei soci e dei consigli di amministrazione di talune delle società target. A causa del differimento del closing per l’avveramento delle condizioni sospensive, sul corrispettivo pattuito maturerà dalla data del 30 giugno 2021 una ticking fee. Questo sarà corrisposta da Snam a Eni alla chiusura dell’operazione. Subordinatamente all’avveramento (o alla loro rinuncia) delle condizioni sospensive previste dal contratto, si prevede che l’operazione possa perfezionarsi entro il terzo trimestre 2022.

Saipem ha sottoscritto un nuovo contratto relativo al progetto Jafurah gas field

Saipem e Saudi Aramco condivideranno il nuovo progetto Jafurah development program in Arabia Saudita. L’accordo prevede la realizzazione di un sistema di raccolta degli idrocarburi e il trasporto del gas e del condensato al nuovo impianto Jafurah, nella porzione orientale dell’Arabia Saudita. Inoltre, Saipem si occuperà di realizzare il sistema per trasportare l’acqua derivante dalla separazione dal gas trattato. Il contratto sarà del tipo Epc (Engineering, procurement, construction). Prevede l’ingegneria, la fornitura dei materiali, la costruzione e la messa in servizio di circa 835 km di pipelines per il trasporto del gas, condensato e acqua di produzione. Il contratto ha un valore complessivo di circa 750 milioni di dollari.

Cannon Bono energia collaborerà alla centrale di teleriscaldamento di Katowice, Polonia

Cannon Bono energia, del gruppo Cannon, fornirà una caldaia a tubi d’acqua Clajtub (serie Cth) da 140 MW a Mostostal Warszawa. Quest’ultima è un’azienda impegnata nella costruzione di un impianto chiavi in mano di teleriscaldamento (DH) per una centrale elettrica situata a Katowice, in Polonia. Cannon Bono energia ha oltre 60 anni di esperienza nella progettazione, produzione, installazione, assistenza e manutenzione di generatori. Possono essere sfruttati per applicazioni industriali, petrolchimiche e di produzione energetica.

La partnership con Mostostal è “l’attestazione che il know-how italiano può aiutare i clienti a raggiungere gli obiettivi europei nel processo di sostituzione del carbone. Riducendo drasticamente le emissioni di carbonio“, ha commentato Leonardo Volpato, dg di Cannon Bono energia.

La società investitrice è una delle più grandi aziende in Polonia. Offre generazione e distribuzione di calore a circa 800.000 residenti. Inoltre è il principale fornitore di teleriscaldamento comunale nel distretto di Slesia-Dąbrowa.

Renco inaugura centrale a ciclo combinato in Armenia

L’azienda italiana Renco spa ha inaugurato a Jerevan una centrale termoelettrica a ciclo combinato. Renco è un’impresa specializzata nelle costruzioni e nell’impiantistica industriale. La centrale soddisferà fino al 20% del fabbisogno di energia elettrica dell’Armenia. L’operazione ha un valore di 258,5 milioni di dollari. La somma ha visto un finanziamento di 164 milioni da gruppo di istituti finanziari internazionali, coordinati da Ific (Gruppo banca mondiale). Un altro investimento di 56,9 milioni da parte di Renco e Simest. Infine Siemens per 37,9 milioni. Il controllo dell’impianto sarà per i prossimi 25 anni in mano per il 60% a Renco e Simest e per la restante quota a Siemens.

Versalis cede la tecnologia per la produzione di polimeri stirenici all’indiana Supreme petrochem ltd

Versalis, società chimica di Eni, ha dato in licenza a Supreme petrochem ltd la tecnologia a massa continua per un impianto Abs da 70 mila tonnellate/anno. L’acquirente è un’azienda indiana attiva nel mercato del polistirene compatto ed espandibile. L’infrastruttura sarà realizzata ad Amdoshi-Wangani, distretto Raigad nello stato diMaharashtra (India).
La tecnologia permette di produrre polimeri stirenici a
ridotto impatto ambientale. Questo grazie alle bassissime emissioni e ai ridotti consumi energetici. Le applicazioni sono destinate all’industria automobilistica, elettrodomestici, settore elettrico-elettronico, in ambito sanitario e nell’ arredamento.
L’operazione conferma il ruolo primario di Versalis nel settore degli stirenici. Rafforza  anche la sua posizione nel mercato asiatico. Realtà in forte espansione nel settore petrolchimico e sempre più sensibile alla selezione di tecnologie per produzioni sempre più sostenibili. Versalis sarà supportata da Eurotecnica contractors and engineers spa. Questa è una impresa specializzata nella fornitura di servizi di ingegneria relativi a tecnologie proprietarie.

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Domenico M Calcioli
Pubblicista dal 2007, scrive per il Gruppo Italia Energia.