Acquisizioni e nuovi impianti per le aziende italiane nel mondo

Eni in Tunisia e in Kazakistan e Poplast che diventa il primo polo di confezionamento a basso impatto ambientate in Italia

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Eni in Tunisia e in Kazakistan e Poplast che diventa il primo polo di confezionamento a basso impatto ambientate in Italia

Eni promuove il fotovoltaico in Kazakistan

L’azienda di S. Donato Milanese continua la sua proiezione verso le rinnovabili, anche in quelle realtà dove maggiore è la presenza del cane a sei zampe, per rendere minima l’immissione di sostanze inquinanti. Il 2 dicembre scorso, con un comunicato, ha reso noto di aver ottenuto i diritti per la realizzazione di un parco fotovoltaico da 50 MWp nella regione meridionale del Turkestan, nello stato ex sovietico. Questo progetto segue quello completato a settembre per la realizzazione di un’altra infrastruttura, sempre per l’energia eolica, all’interno del progetto Badamsha 1 da 48 MW, in fase di realizzazione nella porzione occidentale del paese centroasiatico. La società guidata da Descalzi ha una presenza incisiva ad Astana (dal marzo 2019 Nur-Sultan) a partire dal 1992, con importanti attività di prospezione ed estrazione in numerosi siti, tra cui il super giacimento di Karachanganak, nel mar Caspio settentrionale. Con questa nuova centrale, sarà ridotta la quantità di gas climalteranti di 1,2 milioni di tonnellate per la durata del ciclo di vita dell’impianto.

E i biocarburanti in Tunisia

Il giorno dopo, il 3 dicembre, presso il ministero dell’industria di Tunisi, Eni ha firmato un Mou (Memorandum of understanding) con Sndp (Societè national de distribution de petroles Agil Spa) per cooperare nella coltivazione di olio di ricino da utilizzare per produrre biocarburanti. Il progetto sarà aiutato dall’attività di sperimentazione portata avanti dall’azienda di S. Donato Milanese a Gafsa, grazie alla collaborazione con l’università di Catania e il Tecnopolo Borj Cedria di Tunisi. È stato scelto il ricino, per sostituire completamente l’olio di palma entro il 2030 come previsto dalla normativa comunitaria, grazie alla sua diffusione sul territorio tunisino e alla resistenza alle sollecitazioni geologiche e climatiche della zona. Si tratta, infatti, del primo esperimento a livello globale di coltivazione semi-industriale, non alimentare in area predesertica per la generazione di biocarburanti sostenibili. Oltre a rappresentare una barriera all’incombente processo di desertificazione della costa nordafricana, questa sperimentazione è un’opportunità di sviluppo per creare lavoro con una filiera agro energetica sostenibile.

Nasce il primo polo di confezionamento a basso impatto ambientate in Italia

Poplast, azienda con sedi produttive a Castel S. Giovanni (Pc) e a Lamporecchio (Pt) e di proprietà della britannica Eos investment management, è stata acquistata da Green arrow capital con sede a Roma. L’acquisizione è parte di un progetto più ampio che mira all’integrazione con imprese proiettate verso processi di confezionamento scarsamente impattanti, per una crescita dimensionale sia a livello nazionale che fuori dai nostri confini. L’obiettivo dell’operazione è quello di sviluppare un’offerta di prodotti sviluppati a partire da materiali sostenibili e innovativi per l’industria alimentare, in tutte le fasi della filiera produttiva.

Il valore dell’operazione è confermato dai dati aziendali di Poplast: dall’acquisto da parte di Eos investment, nel 2016, i parametri economico-finanziari sono raddoppiati, fino a raggiungere, nel 2018, un giro d’affari intornio ai 63 milioni di euro e un Ebitda di circa 10 milioni. Le figure apicali di Poplast, Carlo Callegari, Pierangelo Fantoni e Fabio Firenzuoli, hanno espresso così la loro soddisfazione: “Grazie all’intesa strategica con Green arrow capital, il nostro gruppo potrà proseguire nell’ambizioso percorso di crescita e consolidamento sui mercati interni e internazionali, anche attraverso acquisizioni in chiave opportunistica, sviluppando un’offerta sempre più innovativa e sostenibile”.

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