Siccità E1543938122114“Pagamenti anticipati più consistenti e deroghe ad alcune norme di inverdimento per agevolare la produzione di alimenti per gli animali”. Sono queste, come sottolinea in una nota il commissario per l’Agricoltura UE Phil Hogan, alcune delle misure che la Commissione Europea intende mettere in atto per dare un sostegno supplementare agli agricoltori danneggiati dalle ondate di siccità che stanno interessando il Vecchio Continente.

“Pronti ad assistere gli agricoltori”

 “L’attuale, prolungata siccità – spiega Hogan – è fonte di preoccupazione per i nostri agricoltori. La Commissione si tiene in stretto contatto con gli Stati membri e sta valutando la situazione. Come sempre, siamo pronti ad assistere gli agricoltori colpiti dalla siccità: a tal fine abbiamo deciso di predisporre pagamenti anticipati più consistenti e deroghe ad alcune norme di inverdimento per agevolare la produzione di alimenti per gli animali”.

Le misure predisposte

Ma cosa prevedono in dettaglio queste misure? “Gli agricoltori riceveranno anticipi più elevati. Fino al 70% dei pagamenti diretti e l’85% dei pagamenti relativi allo sviluppo rurale saranno infatti disponibili a metà ottobre per ripristinare il flusso di cassa. “E’ stata inoltre concessa una maggiore flessibilità nella produzione di foraggio”, si legge in una nota UE.

“Oltre a valutare e analizzare costantemente la siccità e i suoi impatti attraverso i satelliti europei, la Commissione è in contatto con tutti gli Stati membri per ricevere informazioni aggiornate sulle conseguenze della siccità per gli agricoltori e un più livello locale”, conclude la nota.

Carburanti green per aerei da scarti agricoli

Passiamo ora dal binomio agricoltura – climate change a quello agricoltura-economia circolare. Un nuovo studio internazionale ha scoperto un processo innovativo per trasformare le biomasse in combustibile diesel, utilizzando vapore e luce solare. Le applicazioni sarebbero per lo più nel settore del trasporto aereo. La ricerca è frutto della collaborazione tra Cina, Italia, Francia e Germania e coinvolge il Consiglio Nazionale delle Ricerche (Cnr-Iccom), il Dalian Institute of Chemical Physics – Accademia Cinese delle Scienze, l’Università di Trieste, il Consorzio interuniversitario nazionale per la scienza e la tecnologia dei materiali (Instm), il Sincrotrone francese Soleil e la tedesca Forschungszentrum Juelich GmbH.

Un processo a più stadi

“Si tratta di un processo a più stadi – spiega in una nota del CNR Paolo Fornasiero ricercatore del Cnr-Iccomin un primo passaggio si scindono le molecole di partenza nelle loro componenti più piccole. Ciò può avvenire attraverso un processo di ‘stem explotion’, cioè utilizzando del vapore caldissimo che spacca le molecole, producendo un liquido che può subire successivi trattamenti. Nel secondo passaggio, quello chiave, viene aggiunto un fotocatalizzatore, cioè un materiale capace di reagire con la luce solare. A questo punto la luce instaura una reazione chimica che dà come prodotto idrogeno e altre molecole. Queste ultime sono dei precursori del diesel, cioè composti che gli assomigliano molto. Il terzo passaggio consiste nel trasformare questi composti in diesel vero e proprio. Noi ci siamo occupati prevalentemente di studiare il passaggio intermedio e in particolare, di comprendere la struttura dei fotocatalizzatori impiegati”.

Un combustibile a basso impatto ambientale

Il combustibile così ottenuto presenta un minor impatto ambientale. “Questo carburante inquina meno perché non utilizza carbonio fossile ma quello riciclabile ottenuto dalle biomasse, prodotti di scarto che costituiscono la più grande fonte di carbonio in natura (circa 120 miliardi di tonnellate di materia secca per anno)”, sottolinea in nota Feng Wang, uno degli autori dello studio, ricercatore all’Accademia Cinese delle Scienze.

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Redazione
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