“Massima soddisfazione perché l’impegno è condiviso da tutti con entusiasmo”. “Moderato ottimismo perché sta venendo fuori un buon lavoro con cui presentarsi all’Europa”. “Grande preoccupazione sulla capacità di scaricare a terra le iniziative”. Il ministro della Transizione ecologica Roberto Cingolani, intervenuto stamane durante l’evento digitale “Presto e bene” promosso da Ispra e Snpa, guarda con morigerata fiducia alla stesura definitiva del Piano nazionale di ripresa e resilienza, che l’Italia dovrà presentare a Bruxelles entro il prossimo 30 aprile.

Cingolani
L’intervento del ministro della Transizione ecologica Roberto Cingolani.

Il Mite al lavoro sul Pnrr

Pensare, scrivere e programmare progetti e iniziative su cui puntare è più facile che farle, ha detto. Considerato, e si tratta di un dato allarmante, che “se guardiamo il track report recente, l’Italia riesce a fare il 10% di quanto prefissato”. Percentuale che, se sarà mantenuta per il Pnrr, avrà un “esito catastrofico”. Il ministero è al lavoro con gli altri dicasteri. “Da parte mia – ha aggiunto Cingolani – pretendo che tutte le istituzioni facciano la propria parte” senza mettersi “su posizioni antitetiche”. “Non penso sia sbagliato dire che è l’ultima occasione che abbiamo”, ha concluso, senza incappare in errori già fatti: ad esempio, “pensiamo di fare appalti perfetti e poi nessuno va a controllare. (…) Se sbagli hai torto e sei punito”.

Il ciclo di eventi “Presto e bene”

Dal canto suo, la rete istituzionale Ispra-Snpa è pronta a fare la propria parte. Il presidente Stefano La Porta ha presentato Tea-Transizione ecologica aperta, il ciclo di sei incontri che nell’arco del mese saranno promossi per aprire il confronto con le imprese e i cittadini. “L’organizzazione di questi webinar mostra la volontà di mettersi davvero a disposizione”, ha spiegato il presidente, così da stimolare la “reingegnerizzazione dei processi” e proseguire nell’opera di monitoraggio, “che è il nostro compito”. Anche il direttore dell’Ispra Alessandro Bratti ha rimarcato la piena messa a disposizione delle “competenze tecniche autorizzative”, che per il ministro Cingolani andrebbero però interiorizzate.

La Porta ha ricordato anche il bisogno, sollecitato già in passato, di “arruolare personale, favorendo il ricambio generazionale per immettere energie nuove e affrontare questa fase”. Fase in cui c’è bisogno “non solo di ingegneria classica ma anche di digitalizzazione e innovazione”.

Armonia tra ambiente, salute e clima

In questo processo di transizione economica, sociale e ambientale sostenibile, il presidente dell’Istituto superiore di sanità Silvio Brusaferro si è concentrato sull’armonia (da creare) tra ambiente, salute e clima. Data la “straordinarietà del momento, che richiede meccanismi straordinari di gestione e di analisi dei dati” e la “spinta generazionale” che stiamo vivendo, bisognerà “lavorare sul dialogo tra istituzioni di tutti i livelli” e sulla “formazione e informazione dei professionisti”. Questi ultimi, lo ha dimostrato la crisi, “devono essere allenati a comunicare su temi anche difficili”.

Brusaferro
L’intervento del presidente dell’Istituto superiore di sanità Silvio Brusaferro

La voce dell’industria e delle associazioni ambientaliste

Maria Cristina Piovesana, vicepresidente nazionale di Confindustria, ha detto cosa l’industria si aspetta dal sistema pubblico e dal sistema di validazione. Viviamo, ha affermato, in un momento di “ipertrofia legislativa, complessità burocratica, conflittualità tra pubbliche amministrazioni e territori, tra privati e imprese, opposizione alle opere dei comitati”. Se condividiamo l’esortazione “presto e bene”, ha proseguito, allora dovremmo concentrare gli sforzi sul renderla qualcosa di praticabile nella quotidianità, non solo nella contingenza del Pnrr.

“In Italia non sono mancati politici determinati, tecnici di successo che si sono prestati alla politica, Cingolani tra tutti, giuristi di grandissima capacità ed esperienza”, ha aggiunto, eppure, nonostante tutta questa eccellenza, non si è riusciti a “trovare una risposta a questo problema tutto italiano”. “Confesso che sono a disagio perché continuo a sentire e condanno la burocrazia. Non rimbalzo colpe su altri. Ma è a questo come e chi che dobbiamo cercare di dare una risposta”.

Legambiente, ha ricordato il presidente Stefano Ciafani, ha presentato le proprie proposte – riassunte in 23 linee di intervento e 63 progetti su scala nazionale, da finanziare e non – al Pnrr. Anche lui, come la Piovesana, ha rimarcato il bisogno di “riacquistare la fiducia dei cittadini”. E per rafforzare il contributo delle strutture tecniche, Ispra e Snpa in primo luogo, ha avanzato una proposta concreta: “Approvare i decreti attuativi della legge numero 132/2016 (Istituzione del sistema nazionale a rete per la protezione dell’ambiente e disciplina dell’Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale ndr)” e togliere “la clausola di invarianza per il Snpa”, perché non si può chiedere di più con le stesse risorse economiche.

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