giovani volontariato
Foto di Gerd Altmann da Pixabay

Venti milioni di euro per il Servizio civile ambientale e per lo sviluppo sostenibile. Il progetto prevede nuovi programmi e idee finalizzati allo stimolo della transizione ecologica nell’ambito del Servizio civile universale. Ieri la firma del protocollo d’intesa tra Roberto Cingolani e Fabiana Dadone, rispettivamente a capo del ministero della Transizione ecologica e del ministero per le Politiche giovanili. 10 milioni di euro sono messi a disposizione dal dipartimento per il Servizio civile universale per il 2021. 10 previsti dal Mite per il 2022. Un attestato sarà rilasciato congiuntamente dal Dipartimento e dal Mite al termine del percorso per certificare le competenze acquisite.

Il Servizio civile ambientale e per lo sviluppo sostenibile

Il programma quadro sperimentale prevede di “aumentare il numero di operatori volontari da impiegare, anche a supporto degli enti territoriali, in programmi d’intervento specifici e progetti dedicati alle tematiche ambientali e alla transizione ecologica”, si legge nella nota ufficiale. A ciò si aggiunge l’obiettivo di potenziare le conoscenze e competenze “degli enti di Servizio civile universale, che aderiranno all’iniziativa, attraverso percorsi di ‘capacity building’ ” e “degli operatori volontari sulle tematiche ambientali legate alla sostenibilità e alla transizione ecologica attraverso percorsi di formazione dedicata”.

Il nuovo Servizio civile pone grande attenzione ai cosiddetti green jobs, “con particolare riferimento all’occupazione femminile”, e all’acquisizione di competenze da parte degli operatori volontari sui temi “tutela e valorizzazione delle biodiversità, la lotta allo spreco alimentare, la promozione delle energie rinnovabili, lo sviluppo delle nuove tecnologie ambientali, la digitalizzazione, l’economia circolare, la bio-economy, la tutela del patrimonio marino-costiero, la blue economy, la lotta al marine litter, il Green Public Procurement e i Criteri Ambientali Minimi, l’educazione ambientale e allo sviluppo sostenibile”. Per pianificare i corsi di formazione il Mite sarà supportato da Ispra e Snpa, università e centri di ricerca pubblici, associazioni di protezione ambientale.

I giovani volontari saranno centrali nel “curare la diffusione della cultura della sostenibilità ambientale e sociale sui temi della green economy”, riporta la nota, e nella “attuazione delle azioni comprese nell’ambito delle Strategie nazionali, regionali e locali per lo sviluppo sostenibile, in particolare per organizzazioni private e pubbliche amministrazioni”.

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