“Cominciano a delinearsi i primi interventi urgenti necessari, se non ancora completamente sufficienti, ad evitare le altrimenti imminenti progressive chiusure degli impianti di distribuzione carburanti per mancanza di liquidità, e quindi, di conseguenza, di approvvigionamento, di cui stanno drammaticamente soffrendo le piccole imprese di gestione”. E’ quanto si legge in una nota delle organizzazioni di categoria dei gestori: Faib, Fegica e Figisc/Anisa che fa il punto sul tavolo tecnico convocato ieri,  in videoconferenza, dal Ministro dello Sviluppo economico Patuanelli. Un incontro a cui hanno partecipato i principali operatori del settore (concessionari autostradali, associazioni delle compagnie petrolifere e dei retisti indipendenti), insieme a rappresentanti del Mit, del ministero del Lavoro, del Mef e dell’Agenzia delle entrate.

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“Un approccio positivo e pragamtico”

“Va dato perfettamente atto al Governo nella sua collegialità e a ciascun Ministero intervenuto di avere fornito al tavolo un approccio propositivo e pragmatico – sottolineano le associazioni – in definitiva il Governo ha precisato di voler operare in una doppia direzione: verificare le risorse che dal settore stesso (concessionari e compagnie) possono e debbono essere a disposizione dei Gestori, agendo con misure proprie per completare gli interventi necessari”.

E’ stato assunto l’impegno a provvedere al reperimento dei dispositivi medici necessari nelle aree di servizi autostradali.  Sono stati  poi assicurati “provvedimenti tesi a ricomprendere la categoria dei Gestori nel pacchetto di interventi previsti a beneficio delle piccole e medie imprese e a posticipare la prossima entrata in vigore degli obblighi relativi alla trasmissione telematica dei corrispettivi”.

Royalties e turnazione delle aperture

Dalla riunione, come spiega la nota, il Mit ha ottenuto “la disponibilità dalla quasi totalità dei concessionari autostradali di operare un intervento sui canoni di sub concessione (royalty), per mettere a disposizione delle gestioni una parte della liquidità necessaria a scongiurarne la chiusura”.

“Allo stesso tempo, i concessionari hanno dato la loro disponibilità a permettere una turnazione delle aperture, pur mantenendo le necessarie garanzie sulla continuità del servizio, oltre a farsi carico della sanificazione delle aree di servizio ed a consegnare i presidi medici, una volta reperiti da Governo e Protezione civile”, sottolineano le associazioni.

“Risultati molto significativi, ma non ancora operativi“

“Si tratta di risultati molto significativi, ma che trovano il loro limite evidente nel non essere ancora operativi come la situazione al contrario richiederebbe”, commentano le organizzazioni di categoria dei gestori, Faib, Fegica e Figisc/Anisa.

“Un altro limite, seppure meno evidente – aggiungono – rischia di essere il rimpallo di responsabilità che sembra delinearsi tra i concessionari che vorrebbero che le risorse messe a disposizione da loro fossero restituite alle gestioni, e le compagnie refrattarie ad assumere impegni cogenti.

“E’ evidente  che a questo punto le responsabilità di eventuali ritardi e delle chiusure delle aree di servizio sarebbero chiaramente individuate”, concludono le associazioni di categoria.

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