sacchetti biodegradabiliIl 58% degli italiani accoglie con favore l’introduzione di sacchetti ultraleggeri biodegradabili e compostabili per il primo imballo alimentare – frutta e verdura, gastronomia, panetteria, pescheria e macelleria – che saranno obbligatori da gennaio 2018. Il 71% ipotizza un esborso economico per il pagamento di tali sacchetti e il 59% valuta accettabile il costo dei 2 cent per sacchetto. Solo un intervistato su tre (29%) si dichiara contrario al pagamento di tali sacchetti, mentre il 13% è in disaccordo rispetto al costo dei 2 cent. A rilevarlo il rapporto di ricerca integrato “I sacchetti biodegradabili per il reparto ortofrutta” realizzato da IPSOS public affairs e presentato lo scorso venerdì all’Università di scienze gastronomiche di Pollenzo.

Sì ai sacchetti biodegradabili e compostabili

“Gli italiani sono pronti alla nuova direttiva ma chiedono più qualità e più informazione e la GDO, che da sempre è sensibile a questa domanda, saprà certamente rendersene interprete”, commenta in nota stampa Alessandro Ferlito, responsabile commerciale di Novamont, in riferimento alla novità introdotta con il recepimento della direttiva europea che impone le bioshopper, recepita in Italia con il Dl 91/2017 “Mezzogiorno”, art. 9 bis. Un trend importante visto che il 66% degli italiani acquista la frutta e la verdura al supermercato, solo il 33% va dal fruttivendolo, e più dell’80% la compra sfusa.

La crescente sensibilità ambientale degli italiani

Lo studio ha analizzato il comportamento di un campione rappresentativo della popolazione italiana dai 18 ai 65 anni integrando una ricerca qualitativa e una quantitativa per un totale di 1.000 interviste condotte col metodo CAWI (Computer assisted web interview). L’indagine ha misurato una crescente sensibilità ambientale della popolazione italiana, che si riflette nell’uso del sacchetto per la spesa come portatore di valori di rispetto dell’ambiente, non solo per l’asporto merci o per l’acquisto di frutta e verdura.

Il ruolo della comunicazione

Fondamentale il ruolo della comunicazione, sottolinea Novamont in nota, che dovrà coinvolgere gli utenti sul piano emotivo, attivando le coscienze dei consumatori e coinvolgendoli in un progetto comune. Anche la creazione di posti di lavoro nella filiera della chimica verde aumenta la propensione al pagamento degli eco-sacchetti: nell’86% del campione si riscontra una forte apertura di credito all’acquisto al pagamento, purchè supportata, come detto prima, da un messaggio credibile e onesto (65%).

Gli altri dati del rapporto

Dal rapporto emerge come il 71% degli italiani ritiene che vi sia un’attenzione maggiore al riciclo rispetto al passato e il 70% si auto-colpevolizza per la creazione della “garbage trash”. Ciò trova conferma nei numeri: negli ultimi 10 anni si è registrato un aumento del riciclo del  45% per l’umido, del 34% per le pile e del 33% per i farmaci. Anche il riutilizzo dei sacchetti per la raccolta dell’umido ha vissuto una crescita importante, con +10%.

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