Più ambizione nei piani di attuazione dell’accordo di Parigi”. E’ quanto chiede agli Stati Membri la Commissione Europea che, il 18 giugno, ha pubblicato la valutazione delle proposte di piani presentate per attuare gli obiettivi dell’Unione dell’energia (Pniec), con particolare riferimento gli obiettivi concordati a livello di UE in materia di energia e clima per il 2030.

Margini di miglioramento da attuare

La Commissione ritiene, in particolare, come si legge in una nota, che i piani nazionali rappresentino già “un impegno considerevole”, ma rileva “margini di miglioramento esistenti sotto diversi aspetti, in particolare per politiche mirate e personalizzate che consentano di centrare gli obiettivi per il 2030 e mantenere anche a lungo termine la rotta verso l’impatto climatico zero”.

L’Unione europea prosegue la nota – è la prima grande economia ad adottare un quadro giuridicamente vincolante per tener fede agli impegni assunti con l’accordo di Parigi ed è la prima volta che gli Stati membri elaborano proposte di piani nazionali integrati per l’energia e il clima (Pnec). I contributi verso le fonti rinnovabili e l’efficienza energetica previsti attualmente dai piani non sono tuttavia sufficientemente ambiziosi da permettere all’UE nel suo insieme di raggiungere gli obiettivi che si è data in materia di energia e clima; per far ciò sarà necessario un salto di qualità collettivo”.

Alzare il livello di ambizione

“Lo scorso novembre la Commissione ha proposto che l’Unione europea raggiunga l’impatto climatico zero entro il 2050, ha mostrato la via da seguire e si è messa alla guida del processo – sottolinea in una nota il commissario responsabile per l’Azione per il clima e l’energia Miguel Arias Cañete – è positivo constatare che un numero sempre maggiore di Stati membri la segue alla ricerca di tale obiettivo. Valutate le proposte di piani nazionali presentate dagli Stati membri, giudico positivamente i notevoli sforzi compiuti. Ciò non toglie che, per incanalare l’UE nella giusta direzione verso il contrasto dei cambiamenti climatici e la modernizzazione dell’economia, occorra alzare ancora nei piani definitivi il livello di ambizione. Invito il Consiglio ad avviare una discussione sulle principali priorità indicate dalla Commissione, così da aiutare la stesura di piani definitivi che presentino un adeguato livello di ambizione”.

Contributi insufficienti su Pniec ed efficienza

Attualmente secondo la Commissione europea, le proposte di Pniec presentano contributi insufficienti, sia per le fonti rinnovabili sia per l’efficienza energetica. In particolare per le fonti rinnovabili “la lacuna da colmare potrebbe arrivare a 1,6 punti percentuali”, mentre “per l’efficienza energetica, addirittura potrebbe essere di 6,2 punti percentuali (se si considera il consumo di energia primaria) o di 6 punti percentuali (se si considera il consumo di energia finale)”. Gli Stati membri dispongono ancora di sei mesi per innalzare il livello di ambizione sul piano.

Dalla Commissione via libera a 5,4 mld stanziati da Italia per elettricità da Fer

A metà giugno è inoltre arrivata da Bruxelles l’approvazione, a titolo delle norme Ue in materia di aiuti di Stato, di un regime di sostegno alla produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili in Italia. In particolare è stato dato il via libera a 5,4 miliardi di euro, una dotazione finanziaria che durerà fino al 2021.

“Un maggior utilizzo di energie rinnovabili nella produzione di energia – sottolinea in una nota Margrethe Vestager, commissaria responsabile per la Concorrenza – è essenziale per il futuro del nostro pianeta e dell’ambiente. Il regime da 5,4 miliardi di euro aumenterà il livello della produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili in Italia. Ciò è in linea con gli obiettivi ambientali dell’UE e con le nostre norme comuni in materia di aiuti di Stato”.

Un sostegno sotto forma di premio

Gli impianti di energia da rinnovabili che beneficeranno del regime, spiega una nota UE, riceveranno ”un sostegno sotto forma di premio in aggiunta al prezzo di mercato. Il premio non potrà essere maggiore della differenza tra il costo medio di produzione per ogni tecnologia di rinnovabili e il prezzo di mercato. Il regime italiano prevede anche un meccanismo di recupero: se in futuro il prezzo di mercato dovesse superare il costo medio di produzione per ciascuna tecnologia di rinnovabili, gli impianti selezionati non riceverebbero più il premio e dovrebbero invece restituire alle autorità italiane le entrate supplementari”.

Modalità di individuazione del premio

Per quanto riguarda invece i grandi progetti di oltre 1 MW, il premio sarà fissato mediante una procedura di gara competitiva aperta a tutti i tipi di impianti, indipendentemente dalla tecnologia di rinnovabili utilizzata. I progetti più piccoli sono scelti in base a una combinazione di criteri ambientali ed economici.

Dalla Commissione una proposta su prove delle emissioni dei veicoli in condizioni di guida reali

Novità dall’Europa arrivano anche in tema di mobilità green. La Commissione europea ha infatti presentato, a metà giugno, una proposta sulle prove delle emissioni dei veicoli in condizioni di guida reali. Il testo arriva in risposta a una sentenza del Tribunale dell’Unione europea e propone di reintrodurre alcuni aspetti delle prove delle emissioni reali di guida (Rde – real driving emissions) negli atti legislativi che dovranno essere adottati dal Parlamento europeo e dal Consiglio. 

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