Oggi il Consiglio dei Ministri ha deciso, in attuazione del Dl Semplificazioni, per la piena soppressione del Sistema di tracciabilità dei rifiuti speciali (SISTRI) da gennaio 2019.

Il SISTRI, commenta in una nota stampa il Ministro dell’Ambiente Sergio Costa, è stato “uno dei più grandi sprechi nella gestione dei rifiuti speciali”. Difatti, prosegue il Ministro, “ha comportato costi sostenuti alle imprese coinvolte”: quelle con più di 10 addetti “hanno dovuto pagare iscrizioni, adeguamenti tecnologici, aggiornamenti per i mezzi e per il personale e infilarsi in un ginepraio di norme, sanzioni, poi sospese, poi riattivate, quindi nuovamente sospese, esenzioni, eccezioni, nuovi obblighi: insomma un inferno normativo durato otto anni”.

Costi elevati anche per lo Stato, subentrante in caso di mancato versamento da parte delle imprese, per un esborso che ha superato i “141 milioni di euro dal 2010 ad oggi”.

Dalle ceneri del SISTRI prenderà vita “una sorta di SISTRI 2.0”, per citare le parole del Ministro, un nuovo sistema di tracciabilità dei rifiuti che sarà gestito direttamente dal Ministero dell’Ambiente. Annualmente costerà costerà circa 3 milioni di euro, si legge in nota, e si occuperà di digitalizzare “l’intera tracciabilità dei rifiuti e i documenti fiscali, superando in tal modo il doppio binario cartaceo/digitale e il registro di carico e scarico”. Così da arrivare al monitoraggio di almeno il 90% dei rifiuti speciali, contro il 65% registrato ad oggi.

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