Bruxelles accelera su sicurezza stradale e qualità dell’aria con un’ondata di cambiamenti in arrivo su tutto il territorio dell’Unione. La Commissione Europea ha presentato il 24 aprile scorso un ambizioso pacchetto di proposte legislative volto a rivoluzionare la sicurezza stradale e a migliorare la qualità dell’aria. L’obiettivo di “Visione Zero” è chiaro: salvare vite umane, prevenire lesioni gravi e ridurre l’inquinamento, in linea con l’impegno verso una mobilità sicura e sostenibile.
Per far fronte alle nuove sfide poste dalla diffusione dei veicoli elettrici e dai progressi tecnologici nei sistemi di assistenza alla guida, l’UE propone un aggiornamento radicale delle normative sulla circolazione, ferme al 2014. Ma non solo: nel mirino ci sono anche veicoli più datati e inquinanti, nonché pratiche fraudolente come la manomissione dei contachilometri.
Cosa cambia concretamente?
Le proposte della Commissione si articolano su diversi fronti:
- Adeguare i collaudi ai nuovi veicoli. L’introduzione di ispezioni tecniche periodiche per i veicoli elettrici è una delle novità più rilevanti. Controlli che saranno concentrati sulla verifica dei sistemi elettronici di sicurezza, inclusa l’integrità dei software sulle emissioni, oltre ai tradizionali controlli meccanici.
- Test innovativi anti emissione. Saranno adottati metodi avanzati per il rilevamento di particelle ultrafini e NOx nei nuovi test sulle emissioni, al fine di identificare i veicoli ad alta emissione, compresi quelli oggetto di manomissioni.
- Monitoraggio “Over 10”. Un’altra misura importante è l’introduzione dell’obbligo di ispezioni annuali per le auto e i furgoni con più di dieci anni, un provvedimento pensato per monitorare più da vicino i veicoli più anziani e potenzialmente meno sicuri
- Lotta alle frodi. Per contrastare il fenomeno di manomissione sui contachilometri, che inganna l’acquirente mettendo a rischio la sicurezza stradale, si prevede di registrare le letture dei contachilometri in banche dati nazionali, compreso lo scambio transfrontaliero dei dati.
- Digitalizzazione dei servizi. Elemento chiave delle nuove proposte è la digitalizzazione dei certificati di immatricolazione e dei controlli periodici. L’adozione di certificati digitali e di una piattaforma dati condivisa a livello europeo renderà più semplici le pratiche amministrative e rafforzerà la collaborazione tra gli Stati membri.
- Riconoscimento transfrontaliero dei controlli tecnici. Per le autovetture, i certificati di revisione tecnica periodica effettuati in un altro Stato membro saranno riconosciuti per un periodo di sei mesi.
- Governance dei Dati. Altro aspetto chiave delle nuove misure riguarda il miglioramento della governance dei dati, con una semplificazione delle procedure di accesso ai dati tecnici per i centri prova autorizzati. Uno snellimento burocratico per un accesso rapido dei tecnici ai dati necessari.
I prossimi passi verso la “Visione Zero”

La Commissione UE stima che questo pacchetto di proposte possa strappare alla morte ben 7.000 persone e scongiurare 65.000 feriti gravi entro il 2050. Numeri che puntano verso un futuro più sicuro sulle strade europee, in linea con l’ambiziosa “Visione Zero” che punta a ridurre drasticamente vittime e lesioni gravi entro il 2030, fino quasi ad azzerarle tra venticinque anni. Le recenti proposte rappresentano un tassello fondamentale di questa strategia, annunciata nella più ampia Sustainable and Smart Mobility Strategy del 2020.
I provvedimenti normativi presentati dalla Commissione Europea entrano ora in una fase chiave del processo legislativo, passando al vaglio del Parlamento Europeo e del Consiglio secondo la procedura ordinaria. L’approvazione di queste misure aprirà la strada alla definizione più dettagliata delle modalità di attuazione attraverso atti delegati ed esecutivi della Commissione.
Nonostante i dati più recenti sulla sicurezza stradale mostrino un lento ma costante declino della mortalità sulle strade europee, la Commissione riconosce che il progresso attuale non è sufficientemente rapido per raggiungere gli obiettivi prefissati. Di conseguenza, l’UE adotta un approccio strategico denominato “Sistema Sicuro”. Questo modello integrato considera la sicurezza stradale come il risultato di molteplici elementi interconnessi, tra cui la promozione della guida responsabile, lo sviluppo di veicoli più affidabili, il miglioramento delle infrastrutture, la gestione della velocità e l’ottimizzazione dell’assistenza post-incidente.
In sintesi, le misure proposte dall’UE rappresentano un investimento nella mobilità futura del continente. Attraverso l’intensificazione dei controlli, l’integrazione di tecnologie avanzate e un approccio olistico alla sicurezza, l’Unione Europea mira a creare un contesto stradale più sicuro per i cittadini, con l’obiettivo di ridurre significativamente il numero di vittime e feriti gravi, contribuendo anche al miglioramento della qualità dell’aria. Il prossimo passo del processo legislativo sarà determinante per trasformare queste ambiziose intenzioni in realtà concreta sulle strade dell’Unione.
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