Italiano l’impianto che trasforma scarti inquinanti in materie prime

Lo realizzerà Italcer che ha ottenuto il via libera dal programma Life della Commissione EU

Sarà installato a Sassuolo il primo impianto pilota capace non solo di tagliare le emissioni di CO2 dal processo produttivo della ceramica, ma anche di trasformare gli agenti inquinanti di scarto in materie prime per altri usi industriali. Lo realizzerà Italcer che ha ottenuto il via libera dagli esperti esaminatori del programma Life Subprogramme Climate Action della Commissione EU, con un finanziamento di circa 6 milioni di euro.

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Foto di Crystal Kwok su Unsplash.

L’impianto azzererà le emissioni prodotte ad oggi, pari a circa 5.500 tonnellate all’anno, in aggiunta ad altri fumi e gas, e consentirà un ulteriore risparmio per l’ambiente di 3.700 tonnellate di CO2 per anno. Il particolare design del sistema sarà tale che consentirà l’applicazione in molte industrie che oggi utilizzano combustibili fossili, da quella alimentare all’automotive, rendendo la tecnologia brevettata scalabile e di grande impatto.

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Da scarti a materie prime seconde: l’impianto di Italcer

La principale caratteristica dell’impianto è la capacità di eliminare la CO2, e gli altri inquinanti atmosferici, dai processi produttivi, convertendoli in prodotti a valore aggiunto utilizzabili come materie prime seconde purissime per altri usi: ad esempio, carbonato di calcio precipitato, nitrato di calcio e solfato e solfito di calcio.

Questo innovativo processo ha già ottenuto il brevetto industriale ed è frutto di investimenti in ricerca e sviluppo realizzati dall’azienda pari a circa 2 milioni di euro. Il sistema adotta soluzioni di industria 4.0 che consentono un controllo costante ed automatizzato della produzione, con un impatto ambientale positivo. L’impianto, inoltre, si distingue per un bassissimo impatto energetico perché sfrutta reazioni esotermiche che avvengono in modo spontaneo, riducendo il fabbisogno e migliorando l’efficienza complessiva.

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