
Idrogeno sull’acqua
L’imbarcazione, si legge su Science et Vie, ha una lunghezza di 30,5 metri e sfrutta un mix di fonti energetiche tra cui quella eolica, solare, maremotrice nonché l’idrogeno. In particolare un ruolo chiave sarà rivestito da quest’ultima fonte: l’energia elettrica sarà generata da celle a combustibile alimentate con l’idrogeno estratto dall’acqua di mare. Ciò sarà possibile grazie alla presenza di un desalinizzatore a osmosi inversa che agirà prima di un elettolizzatore in grado di scomporre la molecola di acqua in atomi di ossigeno e idrogeno. L’idrogeno così ottenuto sarà compresso e stoccato all’interno di otto serbatoi. L’energia potrà poi essere fornita a una cella a combustibile da 22 kilowatt. In questo modo si produrrà elettricità in grado di mettere in funzione dei motori ad alta efficienza che possono funzionare anche in modalità idroelettrica o sfruttando le onde del mare.
I pannelli fotovoltaici e turbine eoliche
L’imbarcazione è dotata inoltre di 130 metri quadri di pannelli fotovoltaici che possono arrivare a produrre 21 kw di energia e di due turbine eoliche ad asse verticale da 2 kw ciascuna. La velocità con cui Energy Observer si muoverà non sarà inferiore a 8-10 nodi.
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