
“Quando si presentano elementi di degrado o obsoleti che incidono su valore di mercato dell’appartamento – prosegue Correale – il Building Manager deve riuscire a spiegare le problematiche attinenti ai condomini e a programmare una sommatoria di attività manutentive”. L’obiettivo e, al contempo, il fattore di convincimento per il proprietario è dunque quello di valorizzare il valore del metro quadrato attraverso operazioni che dovrebbero essere all’ordine del giorno per un “patrimonio immobiliare vecchio segnato da problematiche strutturali e facciate consumate”.
Per condurre il check up dell’immobile e capire come portarlo al valore ideale di mercato sarà affiancato da “un gruppo di esperti costituita da tecnici specializzati”. Interventi il cui costo, sottoposto ai condomini proprietari, “deve essere sostenibile anche grazie agli strumenti finanziari messi in campo dallo Stato”. Anche se c’è un’alternativa: “Il Centro Indagini Diagnostiche Immobiliari da 4 anni svolge queste diagnosi gratuitamente attraverso una grande collaborazione del territorio”. E fornirà – gratuitamente o a pagamento – alle associazioni degli amministratori di condominio dei corsi specifici di aggiornamento.
Una figura che mostra la minore sensibilità dell’Italia, rispetto ad altri Paesi, verso la manutenzione degli edifici. Che certamente rappresenta un’operazione più complicata rispetto una nuova costruzione, ma cela grandi qualità: “Volontà, sostenibilità, conoscenza e formazione degli amministratori di condominio”, conclude Correale.
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