
“Compromessi tra disponibilità della tecnologia, costi e performance potrebbero essere realizzati, ma in tutti i casi l’affidabilità sul lungo termine è un requisito chiave per i materiali utilizzati nell’industria dell’energia” spiega in una nota Liu Cao ricercatore di DNV Reaserch & Innovation e autore principale della relazione.
Tante sono le novità in tema di materiali per le tecnologie rinnovabili: si va dai semiconduttori alternativi come la perovskite, a rinforzi ibridi per pale eoliche, passando per batterie chimiche innovative nei sistemi di stoccaggio dell’energia. Tutte soluzioni che, secondo il report, oltre a offrire prestazioni migliori e meno costose dovrebbero anche essere in grado di rendere il loro funzionamento efficiente nel lungo periodo.
In questo contesto un elemento chiave è la valutazione della degradazione dei macchinari nel tempo, un approccio che richiede di compiere qualche passo in più rispetto a test di laboratorio e monitoraggio in tempo reale, strumenti preziosi che però non forniscono elementi per una previsione sulle performance nel lungo periodo.
Più utile, secondo il report, focalizzarsi sull’accoppiamento di modelli empirici per analizzare il processo di degrado, sfruttare gli innumerevoli dati raccolti per adottare schemi valutativi diacronici e realizzare analisi statistiche in modo da integrare diverse informazioni relative alle performance dei macchinari e alla degradazione dei materiali.
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