
In Asia la percentuale è la più alta
Il continente asiatico ha detenuto la quota del 60% dei posti di lavoro: Malaysia, Tailandia e Vietnam sono i paesi che hanno registrato la crescita più decisa nel 2018. Segnale che la geografia del settore sta cambiando: i paesi dell’Est e del Sud Est asiatico si sono consolidati quali esportatori di pannelli solari e hanno scalzato la concentrazione industriale in Cina, Stati Uniti e Unione europea.
Fotovoltaico in testa
La tecnologia che traina il settore occupazionale a livello mondiale nel 2018 è quella del fotovoltaico, che vanta il maggior numero di impiegati e parità di genere. Seguono: biocarburanti liquidi, idroelettrico ed eolico. Quest’ultimo conta 1,2 milioni di posti di lavoro, per la maggior parte a terra, e la sola Cina rappresenta copre il 44% dell’occupazione eolica globale, seguita da Germania e Stati Uniti. All’ultimo posto le tecnologie emergenti che riguardano la produzione di energia dalle onde e l’economia blu.
Dal 2012 al 2018 la crescita degli occupati è stata costante, come si nota nel grafico seguente. La crescita più decisa e continua è stata registrata nel settore del fotovoltaico, delle bioenergie e dell’eolico. Meno costante quella delle tecnologie per il raffreddamento e riscaldamento degli ambienti.
“Con l’aumento della trasformazione energetica globale, questa dimensione occupazionale rafforza l’aspetto sociale dello sviluppo sostenibile e fornisce un’altra ragione per cui i paesi si impegnano a favore delle energie rinnovabili”, ha dichiarato Francesco La Camera, direttore generale di IRENA. I governi di tutto il mondo, ha proseguito, stanno puntando sulle rinnovabili anche “in riconoscimento delle numerose opportunità di occupazione create dalla transizione”.
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