
A un anno dalla firma dell’accordo di collaborazione Eni-GSE (6 luglio 2017) arriva il primo tassello di una strategia che, si precisa in nota, ruota attorno alla produzione da rinnovabili e alla valorizzazione del territorio attraverso il rilancio dell’occupazione e il supporto all’economia sostenibile. “L’investimento di 260 milioni di euro porterà alla produzione di circa 0,4 TWh/anno di energia elettrica da fonti rinnovabili in Italia”, spiega l’AD di Eni Claudio Descalzi. Difatti il progetto non usufruisce di nessuna incentivazione diretta: da un lato sfrutta il know how acquisito dal GSE nel settore delle rinnovabili e dell’efficienza energetica e, dall’altro, le analisi sui vantaggi ambientali e socio-economici che Eni sta realizzando per Progetto Italia, promosso per recuperare e valorizzare le proprie aree industriali dismesse soprattutto nel Mezzogiorno.
Le rinnovabili, con una produzione attesa di circa 42 GWh/anno, soddisferanno il 70% del fabbisogno del polo di Assemini, scelto come area di sviluppo tecnologico per le fonti alternative. L’obiettivo, prosegue la nota, è quello di realizzare un laboratorio permanente per realizzare impianti tecnologicamente avanzati quali il solare termico a concentrazione (CSP-Concentrated Solar Power), sviluppato in collaborazione con il Politecnico di Milano e il Massachusettes Institute of Technology.
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