L’Unione Europea ridisegna la politica agricola e alimentare

Arrivano il settore delle proteine, nuove regole sulla canapa e una strategia di crisi rinforzata

La politica agricola e alimentare dell’Unione Europea si prepara a una profonda trasformazione in vista del quadro finanziario pluriennale 2028-2034. Con la recente proposta di regolamento interistituzionale, il Parlamento europeo e il Consiglio dell’Unione europea avviano una revisione mirata del regolamento (UE) n. 1308/2013 sull’organizzazione comune dei mercati agricoli. L’iniziativa, strutturata per rispondere alle sfide geopolitiche globali, alla volatilità dei mercati e alla necessità di rafforzare la posizione dei produttori primari, introduce novità di rilievo che spaziano dalla creazione di un comparto autonomo per le colture proteiche a un quadro normativo armonizzato per la canapa industriale, passando per la tutela delle denominazioni delle carni e l’istituzione di rigidi protocolli di sicurezza per le emergenze e le crisi gravi.

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Foto di Land O’Lakes, Inc. su Unsplash.

Vulnerabilità della filiera alimentare e gestione dei fondi

Il contesto economico e geopolitico attuale ha evidenziato la vulnerabilità del settore primario europeo di fronte a shock sistemici, tra cui le crisi pandemiche, i conflitti e le perturbazioni commerciali. Per garantire la sicurezza alimentare a 450 milioni di cittadini e assicurare un tenore di vita equo agli agricoltori, la riforma allinea gli strumenti di mercato ai nuovi regolamenti sul Fondo di partenariato nazionale e regionale (Fondo Nrp) e sul quadro di performance.

Il passaggio a un modello incentrato sugli incentivi e su una maggiore responsabilizzazione degli Stati membri mira a ridurre gli squilibri nella filiera, garantendo che i produttori primari ottengano giusti ricavi per sostenere investimenti a lungo termine in resilienza e sostenibilità.

Nascita del settore delle proteine vegetali e l’incentivo alle leguminose

Tra le novità di maggior impatto strutturale della nuova politica figura l’istituzione di un settore distinto dedicato alle colture proteiche all’interno dell’allegato I del regolamento (UE) n. 1308/2013, in sostituzione del precedente comparto dei foraggi essiccati. Questa misura risponde alle difficoltà agronomiche e alla volatilità commerciale che storicamente penalizzano i legumi in Europa.

Per rafforzare la catena del valore e ridurre la dipendenza dell’Unione dalle importazioni di proteine vegetali di alta qualità, la proposta introduce l’obbligo per gli Stati membri di riconoscere formalmente le organizzazioni di produttori e le associazioni interprofessionali in questo specifico comparto. Vengono inoltre stabilite disposizioni transitorie per salvaguardare lo status dei soggetti già operativi, concedendo un termine di almeno due anni per l’adeguamento amministrativo.

Politica agricola: canapa industriale e armonizzazione del Thc

Il nuovo pacchetto normativo affronta le discrepanze normative nazionali che finora hanno limitato il potenziale economico della bioeconomia legata alla pianta di Cannabis Sativa. Recependo i principi stabiliti dalla giurisprudenza europea in merito alla natura non stupefacente del cannabidiolo non psicoattivo proveniente dall’intera pianta, il regolamento estende l’ambito di applicazione dell’allegato I. Includendo tutte le parti della pianta di canapa, a condizione che provengano da varietà iscritte nel catalogo comune europeo con un tenore di tetraidrocannabinolo (Delta 9-Thc) non superiore allo 0,3%.

Vengono così fissate regole uniformi sulla produzione, la commercializzazione e le importazioni extra-UE, garantendo la tutela della salute pubblica e offrendo agli agricoltori la certezza giuridica necessaria per valorizzare le sommità fiorite e le biomasse, accompagnate da adeguate disposizioni transitorie per i prodotti derivati da sementi seminate in precedenza.

Tutela dei termini per le carni e nuove norme di commercializzazione

Nell’ottica di garantire la massima trasparenza ai consumatori e proteggere il settore zootecnico — fortemente esposto alla concorrenza globale e al rispetto di standard produttivi elevati —, la proposta introduce disposizioni mirate a salvaguardare la composizione naturale e i contenuti nutrizionali tradizionalmente associati ai prodotti a base di carne.

I termini relativi alle carni, dotati di una forte rilevanza culturale, vengono così tutelati da possibili usi fuorvianti. Parallelamente, si amplia la facoltà di adottare norme di commercializzazione a livello europeo per le carni bovine, suine, ovine e caprine, per i formaggi (allo scopo di armonizzarne la definizione e la composizione nel mercato interno). Oltre che per le colture proteiche, migliorando l’informazione sull’origine dei prodotti acquistati.

Sicurezza degli approvvigionamenti e preparazione alle crisi gravi

Ispirato dalle strategie europee per l’Unione della preparazione e la costituzione di scorte materiali, il testo della nuova politica agricola introduce un capitolo interamente dedicato alla gestione delle emergenze e delle crisi gravi nel settore agroalimentare. Gli Stati membri saranno tenuti ad adottare piani nazionali e regionali di preparazione e risposta per la sicurezza alimentare, dotandosi di meccanismi di allarme rapido, procedure di monitoraggio delle scorte di prodotti agricoli fondamentali e punti di contatto nazionali.

Viene inoltre formalizzata la creazione del Meccanismo europeo di preparazione e risposta alle crisi della sicurezza dell’approvvigionamento alimentare per coordinare le valutazioni del rischio, le prove di stress e la solidarietà volontaria tra i Paesi dell’Unione in caso di carenze straordinarie.

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