L’impatto dei rincari dei prodotti petroliferi e la forte pressione sui margini mettono a dura prova la tenuta finanziaria della logistica indipendente dei carburanti. Per evitare il collasso di molte imprese del comparto, ASSOCOSTIERI ha inviato una nota ufficiale al Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica (MASE) chiedendo una proroga straordinaria di due mesi per gli adempimenti relativi all’obbligo di immissione in consumo di biocarburanti per il 2025.
La proposta dell’associazione punta a far slittare dal 31 ottobre al 31 dicembre 2026 il termine per registrare le transazioni dei Certificati di Immissione in Consumo (CIC) sulla piattaforma BIOCAR gestita dal GSE.
Volano i prezzi all’ingrosso: gasolio e benzina raddoppiati
Alla base della richiesta c’è una spirale di costi che sta prosciugando il capitale circolante necessario agli approvvigionamenti. I numeri registrati tra gennaio e settembre 2026 parlano chiaro:
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Gasolio: la quotazione internazionale dei prodotti raffinati è schizzata da circa 0,50 €/l a oltre 1,10 €/l.
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Benzina: il valore all’ingrosso è salito da circa 0,45 €/l a 0,90 €/l.
Un raddoppio dei costi d’acquisto che ha costretto le aziende a impegnare risorse finanziarie nettamente superiori rispetto al passato per garantire le forniture.
La morsa tra “Price Cap” e costi dei biocarburanti
A complicare lo scenario economico si aggiungono le politiche di contenimento dei prezzi al dettaglio applicate dalle grandi compagnie petrolifere — che coprono circa il 57% della rete self-service. L’introduzione di tetti massimi di riferimento (pari a 1,99 €/l per la benzina e 2,19 €/l per il gasolio) ha di fatto bloccato la flessibilità dei prezzi alla pompa. Per gli operatori indipendenti è diventato così impossibile scaricare sui consumatori finali i maggiori costi di acquisto sostenuti.
A questa dinamica si somma il maggior costo degli obblighi sui biocarburanti per il 2025, i cui rincari hanno fatto lievitare anche il valore economico dei certificati CIC necessari a dimostrare l’adempimento normativo.
L’appello delle imprese al Governo
Come sottolinea ASSOCOSTIERI, uno slittamento al 31 dicembre permetterebbe alle aziende di distribuire meglio i flussi di cassa commerciali e pianificare con maggiore equilibrio l’acquisto dei certificati necessari.
“La richiesta prevede anche che il Ministero coordini con il Gestore dei Servizi Energetici (GSE) l’adeguamento delle tempistiche di verifica e annullamento dei CIC, garantendo un’operatività fluida e senza intoppi burocratici.”
L’associazione auspica una rapida e favorevole risposta da parte del MASE, nella speranza di dare immediato ossigeno a un settore strategico per la continuità dei rifornimenti energetici nel Paese.
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