Mobilità elettrica, la svolta nella maturazione del mercato

Dalle infrastrutture di massa all'efficienza operativa: report Driivz

L’ecosistema della mobilità elettrica sta attraversando un momento cruciale di trasformazione, spostando definitivamente il baricentro dalla semplice espansione quantitativa dei punti di ricarica verso la redditività, l’affidabilità e l’ottimizzazione dei servizi. Ad evidenziarlo è il rapporto sullo stato degli operatori di reti di ricarica pubblicato da Driivz. A fronte di un mercato globale dei veicoli elettrici che ha raggiunto i 20,7 milioni di unità vendute nel 2025 e proiezioni che indicano un superamento dei 116 milioni di veicoli circolanti nel corso del 2026, la gestione delle reti di ricarica richiede un salto di qualità radicale.

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La transizione del settore emerge chiaramente dall’analisi dei dati di mercato e dalle priorità degli operatori. L’espansione infrastrutturale prosegue a ritmi serrati, superando i cinque milioni di caricatori pubblici nel 2025 e puntando a quota 133 milioni di punti di ricarica a livello globale entro il 2040, con investimenti annuali stimati attorno ai 277 miliardi di euro. Di conseguenza, i consumi energetici della flotta globale di veicoli elettrici hanno toccato i 180 TWh nel 2024 e si avviano a quintuplicare, raggiungendo i 780 TWh entro il 2030 secondo le stime dell’Agenzia Internazionale dell’Energia.

Priorità strategiche e sfide operative del settore

Il rapporto evidenzia come la stabilità e l’affidabilità rappresentino la principale criticità per il 59% dei professionisti intervistati, una preoccupazione che cresce parallelamente all’estensione delle reti, arrivando al 73% tra le aziende con oltre 50 mila abbonati. Questo fattore ha superato le limitazioni energetiche dei siti, indicate dal 48% del campione, e la necessità di mantenere un elevato utilizzo dei caricatori, citata dal 40%.

Sul fronte della redditività nei successivi dodici mesi, l’incremento dell’utilizzo dei punti di ricarica costituisce il motore principale per il 59% degli operatori, seguito dall’uptime e dall’affidabilità della rete al 44%, e dalle strategie di pricing e yield management al 43%.

Si delinea inoltre un interessante paradosso gestionale. Sebbene la gestione energetica intelligente e il procurement energetico siano considerati la strategia numero uno per abbattere i costi operativi dal 60% degli intervistati, solo il 28% li inserisce tra i principali driver diretti di profitto, evidenziando una sottovalutazione del loro potenziale strategico complessivo.

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L’impatto dell’intelligenza artificiale e le barriere all’adozione

L’intelligenza artificiale si conferma un pilastro fondamentale per la crescita aziendale, giudicata molto importante o critica da oltre due terzi dei rispondenti, pari al 67%. Le applicazioni dell’intelligenza artificiale si concentrano soprattutto sul rilevamento delle anomalie nelle reti al 72%, sull’ottimizzazione dei prezzi per stimare l’utilizzo al 70%, sulla previsione della domanda per la selezione dei siti al 70% e sulla manutenzione predittiva al 69%.

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Tuttavia, l’espansione di queste tecnologie incontra barriere di natura pratica e operativa. Il 63% degli operatori segnala la scarsa qualità o disponibilità dei dati, il 62% evidenzia la complessità di integrazione con i sistemi esistenti e il 55% punta il dito contro i costi elevati o un ritorno sull’investimento non ancora chiaro. A queste problematiche si affiancano le esigenze di integrazione delle piattaforme, dove prevalgono i sistemi di autenticazione e autorizzazione al 70%, i software di gestione delle relazioni con i clienti al 69% e i servizi di roaming al 66%.

Mobilità elettrica: sicurezza informatica e investimenti futuri

Il quadro della sicurezza informatica evidenzia una buona maturità del settore: il 64% degli operatori valuta il proprio livello di cybersecurity come robusto o molto robusto, affidandosi a misure come l’applicazione continua di patch di sicurezza al 62%, il controllo degli accessi basato sui ruoli al 60% e il rispetto rigoroso degli standard di settore al 59%.

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Guardando agli investimenti pianificati per migliorare l’esperienza di ricarica, la disponibilità della rete 24 ore su 24 e 7 giorni su 7 guida la classifica con il 47% delle preferenze. Segue immediatamente l’autenticazione senza attriti al 43%, un ambito in forte crescita che preannuncia la diffusione su larga scala della tecnologia plug & charge basata sullo standard Iso 15118.

Completano le priorità di spesa la flessibilità nei pagamenti al 37% e la disponibilità di caricatori ad alta potenza al 32%, confermando la volontà dell’industria di consolidare un modello di business efficiente, sicuro e orientato all’eccellenza operativa.

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