Green Jobs e visione sistemica: perché il lavoro del futuro è già qui (ed è per tutti)

Un tempo li chiamavamo “mestieri del futuro”, oggi sono la spina dorsale dell’economia reale. Parlando con Marco Gisotti — giornalista, autore e divulgatore da oltre trent’anni punto di riferimento sui temi della sostenibilità e del Cinema Green — emerge una verità tanto chiara quanto dirompente: la transizione ecologica non è un’opzione ideologica, ma un processo culturale ed economico già in atto.

Nel suo ultimo libro (scritto a quattro mani con Tessa Gelisio e giunto alla sua quarta edizione), Gisotti fa il punto sui Green Jobs, smontando falsi miti e proponendo un cambio di paradigma radicale nel nostro modo di intendere il lavoro.

La visione olistica: non siamo molecole isolate

Cosa definisce davvero un “lavoro verde”? Non si tratta semplicemente di piantare due alberi davanti a un nuovo palazzo o di ricoprire una facciata di vetro sostenibile.

«Un Green Job richiede una visione connessa, sistemica e a 360 gradi», spiega Gisotti. «L’operatore non è un elemento isolato: deve comprendere che la propria funzione si inserisce in un gruppo e in un ecosistema più ampio».

È la metafora del posatore di sanpietrini: un lavoro faticoso e manuale, ma fondamentale per consentire il passaggio di cittadini, mezzi pubblici e ambulanze. Comprendere questa complessità significa restituire dignità e valore sociale a ogni singolo ruolo della filiera. Come ricordava il presidente di un’associazione di bioarchitetti citato da Gisotti: «Cos’è un bioarchitetto? È semplicemente un architetto bravo». Ovvero, un professionista che non pensa solo all’estetica immediata, ma alla qualità complessiva dell’habitat e della vita delle persone.

I dati del mercato: l’80% delle imprese cerca competenze “green”

Se nella prima edizione del libro (nel 2009) i cento mestieri raccontati rappresentavano un sogno e un auspicio per il futuro, oggi la situazione si è completamente ribaltata. Incrociando i dati del Sistema Informativo Excelsior (Unioncamere e Ministero del Lavoro) con quelli dell’Istat e dei principali portali di reclutamento, emerge un dato straordinario:

  • 4 lavoratori su 5 (l’80%) attualmente cercati dalle imprese italiane devono possedere competenze green di livello alto o medio-alto.

Dall’agricoltura al turismo, dal settore alimentare all’ingegneria, il tessuto economico si sta trasformando. Le aziende non cercano la sostenibilità per adempiere a un obbligo d’immagine, ma perché conviene: permette di ridurre gli sprechi energetici, ottimizzare l’uso delle materie prime e rispondere alle esigenze di un mercato globale in evoluzione.

Tecnologia, AI e Scuola: gli strumenti del cambiamento

In questo scenario, dove si collocano l’Intelligenza Artificiale e la formazione?

  • L’IA come alleata: l’intelligenza artificiale non deve fare paura se usata con consapevolezza. Se da un lato automatizzerà i compiti più ripetitivi, dall’altro integrerà le competenze digitali con quelle ambientali. Pensiamo all’agricoltura di precisione: monitorare i campi, gestire l’irrigazione automatizzata durante periodi di forte siccità e ottimizzare le risorse sono sfide in cui l’analisi dei dati diventa fondamentale.

  • La scuola da ripensare: secondo Gisotti, la scuola attuale fatica ancora a fornire un orientamento sistemico ai giovani. Spesso manca una narrazione capace di costruire l’immaginario del lavoro prima dell’ingresso all’università. Occorre supportare il corpo docente, restituendo agli insegnanti il loro ruolo centrale di “catalizzatori del DNA sociale” e aiutando i ragazzi a superare le ecoinquietudini attraverso la conoscenza e la consapevolezza.

Oltre le ideologie: guardare al futuro con pragmatismo

All’interno del volume non si trova spazio per dibattiti puramente ideologici, come dimostra l’assenza di profili legati al nucleare tra i Green Jobs analizzati: non per una scelta politica, ma per un riscontro oggettivo sui dati di occupazione generati su larga scala nel breve e medio periodo.

Il messaggio finale rivolto alle istituzioni e al mondo produttivo è chiaro: è inutile opporsi a una traiettoria già segnata. La transizione ecologica e digitale è la direzione naturale verso cui il mondo si sta muovendo. Riconoscerlo significa abbandonare le paure del futuro, abbracciare la complessità e restituire al lavoro la sua dimensione originaria: un’opportunità di crescita umana, sociale e collettiva.

Il libro “I Green Jobs” di Marco Gisotti e Tessa Gelisio è disponibile in tutte le librerie fisiche e negli store online


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Agnese Cecchini
Giornalista, video maker, sviluppo format su più mezzi (se in contemporanea meglio). Si occupa di energia dal 2009, mantenendo sempre vivi i suoi interessi che navigano tra cinema, fotografia, marketing, viaggi e... buona cucina. Direttore di Canale Energia; e7, il settimanale di QE ed è il direttore editoriale del Gruppo Italia Energia dal 2014.