La giornata del 6 ottobre 2026 segna importanti novità nel panorama italiano dei servizi e dell’energia, con due operazioni che uniscono lo sviluppo industriale, l’espansione territoriale e la responsabilità sociale d’impresa. Da un lato, il Gruppo Acea amplia il proprio perimetro nel settore idrico conquistando la sua nona regione; dall’altro, Acinque Energia avvia una partnership strategica per il reinserimento lavorativo in ambito carcerario.
Acea Acqua: l’ingresso in Calabria con l’acquisizione dell’80% di Kratos
Acea Acqua ha perfezionato l’acquisizione dell’80% di Kratos S.c.a r.l., la società concessionaria del servizio di collettamento e depurazione nell’area omogenea Cosenza-Rende (affidata dal Consorzio Valle Crati). Geko S.p.A. manterrà la quota restante del 20%.
L’operazione segna il debutto ufficiale del Gruppo Acea in Calabria, portando a nove le regioni italiane in cui la multiutility è presente nel comparto idrico (insieme a Lazio, Umbria, Toscana, Molise, Campania, Valle d’Aosta, Liguria e Sicilia, per un totale di circa 11 milioni di persone servite).
L’intervento interessa un territorio di 25 comuni, con circa 200 mila abitanti residenti, 300 mila abitanti equivalenti e oltre 119 chilometri di reti fognarie e di collettamento. Acea contribuirà all’attuazione del piano di investimenti previsto dalla concessione per valorizzare le infrastrutture locali.
Acinque Energia e bee.4: lavoro e reinserimento per i detenuti di Bollate
Nel frattempo, in occasione del Salone della CSR e dell’Innovazione Sociale a Milano, Acinque Energia ha annunciato una nuova collaborazione con bee.4 altre menti, l’impresa sociale che opera all’interno della casa di reclusione di Bollate offrendo percorsi formativi e occupazionali ai detenuti.
Avviata nel settembre 2026, la partnership affida alla cooperativa attività qualificate di back office, gestione delle forniture sospese e controllo qualità delle chiamate per la società di vendita di luce e gas del gruppo lombardo.
Il progetto poggia su dati significativi diffusi dal CNEL: il tasso di recidiva si attesta infatti intorno al 70% per chi non lavora durante la detenzione, mentre scende drasticamente in una fascia tra il 5% e il 10% in presenza di un’esperienza lavorativa strutturata.
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