Sistemi di accumulo e flessibilità, in attesa di uno scenario di lungo periodo

La discussione al Ssec con il Gruppo Sistemi di Accumulo di ANIE Federazione

Flessibilità della rete e ruolo degli accumuli. Alla luce dell’ultimo decreto del 6 agosto che approva la proposta di disciplina del sistema di remunerazione della disponibilità di capacità produttiva di energia elettrica per l’asta con consegna 2028.  Su questo si è concentrata la discussione nel convegno “MACSE e CAPACITY MARKET: nuovi scenari di mercato e novità del framework regolatorio per gli accumuli” in corso oggi 23 settembre al SEEC di Vicenza.

Intrevento di Matteo Lionetti, Coordinatore, Gruppo Sistemi di Accumulo Utility Scale di ANIE Federazione
Matteo Lionetti, Coordinatore, Gruppo Sistemi di Accumulo Utility Scale di ANIE Federazione

Il decreto ha portato una riduzione dei coefficienti rating che devono favorire la corretta concorrenza tra tecnologie e suddivisione dei coefficienti per macrozone. Rispetto a queste novità, definite dal decreto, “manca ancora la data dell’asta 2028” commenta Matteo Lionetti, Coordinatore, Gruppo Sistemi di Accumulo Utility Scale di ANIE Federazione.

L’impatto sul valore degli impianti

Nel complesso l’impatto di questo nuovo calcolo dei valori è forte al sud e sulle isole, come emerge dall’analisi Anie. Si tratta di una differenza “che può arrivare all’1% e può essere assorbita in alcune aree in altre no”. La revisione di questi coefficienti ha un impatto non solo economico. Rischieremo di arrivare ad avere troppi sistemi di accumuli? Questi coefficienti inoltre hanno un tempo limitato in quanto sono attualmente validi fino all’asta del 2028. Tutti fattori che rendono complesso pianificare investimenti.

“Ci aspettiamo che prima del 2028 vengano condivisi gli scenari che caratterizzeranno i prossimi investimenti” sottolinea Lionetti. “Abbiamo bisogno di un calendario pluriennale sulla visibilità delle aste e sugli approvvigionamenti. Ci auguriamo inoltre, come accade in altri paesi, si inizi a dare valore anche in Italia a favorire scenari in cui i mercati possano interagire tra loro”.

Nuove o riviste, le prove per i BESS

Rispetto l’allegato A79 in lavorazione le prove sui sistemi di accumulo intanto aumentano, 22, invece delle 20 precedenti. Di queste 3 sono esclusive dei Bess. Si tratta di: inversione rapida di potenza, ciclo di scarico e ricarica completo e infine una prova di stima energia residua. “Sono già presenti nel’attuale A79 ma sono state fatte delle ottimizzazioni a livello di esecuzione e di sinergia tra i risultati, il che permette di ridurre i tempi di esecuzione delle prove” chiarisce Nicola Mazzucco, Test Engineer, Kiwa Italia.

Rispetto le prove di tipo sugli inverter, ne sono previste sul modulo base del sistema di accumulo. Ci sono dei punti aperti dell’allegato chiarisce Mazzucco: non viene definita una tolleranza sulla stima del SOC (stato di carica). La capacità utile e la potenza efficiente del Bess sono dipendenti dalle condizioni standard, ma non sono state ancora definite. Altri temi aperti sono le caratteristiche del guasto monofase e le prove di tipo. Insomma come si dice in questi casi work in progress, speriamo si concludano con temi i certi e visione di lungo periodo, altrimenti le imprese che decidono di investire in Italia avranno bisogno di ancora più coraggio per andare avanti.


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Agnese Cecchini
Giornalista, video maker, sviluppo format su più mezzi (se in contemporanea meglio). Si occupa di energia dal 2009, mantenendo sempre vivi i suoi interessi che navigano tra cinema, fotografia, marketing, viaggi e... buona cucina. Direttore di Canale Energia; e7, il settimanale di QE ed è il direttore editoriale del Gruppo Italia Energia dal 2014.