L’Italia affronta l’estate 2026 divisa in due dal punto di vista idrico e climatico. Se nel Mezzogiorno la disponibilità di acqua si mantiene complessivamente stabile, supportata da importanti interventi infrastrutturali e di interconnessione, nel resto del Paese e in particolare al Nord cresce la preoccupazione per il calo delle portate fluviali, la secca dei grandi laghi e il surriscaldamento dei mari, che aumenta il rischio di incendi ed eventi meteorologici estremi.
Appennino Meridionale: quadro idrico stabile, ma le reti condizionano i territori
I dati emersi durante la seduta dell’Osservatorio Permanente sugli utilizzi idrici dell’Autorità di Bacino Distrettuale dell’Appennino Meridionale confermano una complessiva e significativa stabilità della risorsa idrica su scala distrettuale, sia per il comparto potabile sia per quello agricolo.
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Nonostante il quadro generale rassicurante, permangono criticità puntuali legate principalmente alle carenze delle reti di distribuzione.
Stato di severità idrica:
Comparto irriguo: Severità bassa su tutto il territorio distrettuale.
Comparto potabile: Severità bassa, con tendenza a media in aree circoscritte per deficit infrastrutturali e strutturali delle reti (Lazio meridionale con Frosinone, Chieti in Abruzzo, Avellino e Benevento in Campania).
Calabria: Gli stati di emergenza nazionale per Reggio Calabria e Crotone andranno a naturale scadenza a fine agosto.
La situazione dei principali bacini e sorgenti
L’analisi dell’ingegnere Pasquale Coccaro (dirigente dell’Autorità) evidenzia diversi indicatori positivi rispetto allo scorso anno:
| Bacino / Sorgente | Regione | Stato e Volumi / Portate | Rispetto al 2025 |
| Diga di Occhito (Fortore) | Puglia/Campania | 102,50 mln m³ | Surplus significativo |
| Sistema Sinni (Pertusillo – M. Cotugno) | Basilicata | ~212 mln m³ | +51 mln m³ |
| Schema Ofanto (Conza, Saetta, Locone, ecc.) | Campania/Puglia | 10,7 mln m³ | +36 mln m³ |
| Sorgenti del Biferno | Molise | ~3.100 l/s | +1.150 l/s (sopra la media storica) |
| Schema Sele – Calore | Campania | 5.725 l/s | +1.042 l/s (in recupero, ma sotto la media 1992-2022) |
| Sorgenti per Napoli (ABC) | Campania | 2.023 l/s | +175 l/s |
| Diga Alaco e Laghi Sani | Calabria | Invasati ad alti livelli | fino a +19 mln m³ sulla media storica |
PNRR, invasi e infrastrutture: il piano di ammodernamento del Sud
Nel corso del tavolo, il Segretario Generale dell’Autorità di Bacino, Vera Corbelli (in qualità di Commissario Straordinario di Governo per le opere in gestione ad Acque del Sud S.p.A., ex EIPLI), unitamente all’ingegnere Giuseppe Maria Grimaldi, ha tracciato il punto sullo stato d’avanzamento dei lavori di ammodernamento e sicurezza idraulica.
- Capacità di stoccaggio: il completamento delle opere (tra cui il ripristino dello schema Basento-Bradano e l’innalzamento della quota autorizzata alla Diga di Monte Cotugno) consentirà di recuperare fino a 300 milioni di metri cubi di risorsa accumulabile.
- Accordi interregionali: è in fase di definizione l’accordo di programma per l’interconnessione tra la diga del Liscione (Molise) e il nodo di Finocchito (Puglia). Parallelamente, è stato attivato un tavolo tra Campania e Lazio per regolare i trasferimenti dalle sorgenti del Gari (fino a 600 l/s).
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Gestione dinamica (Caso Ofanto): grazie ai tavoli tecnici permanenti, la programmazione delle erogazioni viene coordinata giorno per giorno. Quest’anno la modulazione ha permesso di ritardare l’avvio dei prelievi dalla diga di Conza della Campania, salvaguardando la risorsa sia per uso potabile che agricolo.
Il focolaio della crisi: il Nord Italia e l’emergenza grandi laghi
Se il Sud resiste grazie alle scorte accumulate nei primi quattro mesi dell’anno, l’Osservatorio ANBI sulle Risorse Idriche lancia un allarme rosso per il Nord Italia, dove la disponibilità d’acqua ha raggiunto livelli minimi paragonabili alle annate più siccitose del ventennio (2017 e 2023).
Le principali criticità nell’area settentrionale:
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I Grandi Laghi: a eccezione del Garda (pieno al 55,7%), gli altri bacini prealpini toccano minimi storici: il Lago Maggiore è appena al 6% della capacità (-114 cm sulla media), il Lago di Como (Lario) al 6,5% e il Iseo (Sebino) al 10,7%.
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Il Fiume Po e i corsi appenninici: il flusso del Po a Cremona è inferiore ai minimi storici; a Piacenza registra il 24% della media. In Piemonte, il fiume Tanaro evidenzia un deficit drammatico del -94% rispetto alla media del periodo.
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Lombardia e Valle d’Aosta: la Lombardia registra il 48% di acqua in meno rispetto alla media stagionale. In Valle d’Aosta, con lo zero termico costantemente oltre i 4.500 metri, la portata della Dora Baltea è scesa del 57%.
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Fiumi veneti in calo: l’Adige ha perso il 43% della portata in soli sette giorni, riducendosi a 48,46 m³/s (ben sotto la soglia minima di contrasto al cuneo salino, fissata a 80 m³/s). Portate in forte calo anche per Bacchiglione (-76%) e Piave (-52%).
Surriscaldamento dei mari, incendi e abbandono del territorio
La crisi idrica si inserisce in un quadro meteo-climatico caratterizzato da temperature estreme e notti tropicali continuative.
Francesco Vincenzi, presidente di ANBI, e Massimo Gargano, DG hanno richiamato l’attenzione sulla stretta correlazione tra siccità, abbandono del territorio ed emergenza incendi:
“Gli incendi sono accentuati dai terreni arsi dal grande caldo, ma sono figli anche della crescente incuria su territori progressivamente lasciati dai presidi umani. Contrastare l’abbandono delle aree interne deve essere una priorità. Il Piano Invasi Multifunzionali, proposto da ANBI e Coldiretti, rappresenta una risposta concreta per garantire acqua all’agricoltura e alle operazioni antincendio.”
— Massimo Gargano, Direttore Generale ANBI
Prospettive e prossimi passi
La situazione italiana a fine luglio 2026 dimostra la necessità di superare la gestione emergenziale della risorsa idrica. Mentre i progetti legati al PNRR e al Fondo Sviluppo e Coesione (FSC) nel Mezzogiorno mostrano i primi risultati in termini di accumulo e resilienza, al Nord si rende urgente una programmazione strutturale per la gestione delle magre estive, il contrasto al cuneo salino e l’adeguamento delle infrastrutture di stoccaggio.
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