A parità di condizioni tecniche, investire nel fotovoltaico domestico produce rendimenti profondamente diversi a seconda della latitudine in cui ci si trova. La maggiore evidenza che emerge dal rapporto dell’osservatorio Solematica risiede nel divario netto di produttività tra il Mezzogiorno e le regioni settentrionali: un impianto solare identico in ogni sua componente genera a Cagliari il 24,4% di energia in più rispetto allo stesso sistema installato ad Aosta. Lo studio ha preso in esame configurazioni perfettamente sovrapponibili, caratterizzate da pannelli in silicio cristallino, inclinazione ottimale, esposizione orientata a Sud e perdite di sistema stimate al 14%.

L’unica e decisiva variabile discriminante è l’irraggiamento solare naturale che colpisce i tetti, un fattore geografico che si traduce istantaneamente in una forbice economica non indifferente sul risparmio in bolletta dei cittadini.
Il podio dell’efficienza e l’egemonia del Sud
L’analisi dettagliata dei venti capoluoghi di regione mette in luce un’egemonia incontrastata delle aree classificate come Sud e Isole. La Sardegna si posiziona saldamente in cima alla classifica nazionale con una resa specifica di 1.513 chilowattora per chilowatt di picco (kWh/kWp) registrata a Cagliari, che per un impianto domestico standard da 3 kWp significa una produzione complessiva di 4.539 kWh all’anno e un risparmio netto di 454 euro.
Il secondo e il terzo gradino del podio sono occupati a pari merito dalla Puglia e dalla Sicilia. I tetti di Bari e Palermo esprimono infatti una resa di 1.456 kWh/kWp, garantendo alle famiglie una produzione annua di 4.368 kWh e un beneficio economico di 437 euro. Poco sotto si colloca la Campania con Napoli, che si attesta a 1428 kWh/kWp per un totale di 4.284 kWh auto-generati e 428 euro di risparmio annuale, seguita dalla Calabria dove Catanzaro tocca quota 1.403 kWh/kWp con una produzione di 4.209 kWh e un ritorno di 421 euro.
Ottime performance del Centro Italia trascinato dal Lazio
Scorrendo i dati dell’osservatorio Solematica verso la sezione centrale del Paese, si nota come le regioni del Centro riescano a mantenere performance eccellenti, guidate da una prestazione sorprendente della capitale. Il Lazio, con Roma, agguanta infatti il quarto posto assoluto della classifica generale superando persino alcune regioni meridionali, grazie a una resa di 1.435 kWh/kWp che si traduce in 4.305 kWh annui e 431 euro risparmiati.
Le altre realtà del Centro si mantengono su livelli competitivi ma distanziati dalla punta laziale. Le Marche, con Ancona, registrano 1.340 kWh/kWp per una produzione di 4020 kWh e un risparmio di 402 euro. L’Abruzzo si difende a L’Aquila con 1.323 kWh/kWp e 397 euro di beneficio, tallonato dalla Toscana che a Firenze esprime 1.314 kWh/kWp e un risparmio di 394 euro. Chiude il quadro del Centro l’Umbria, con Perugia che fa segnare 1.302 kWh/kWp per un totale di 3.906 kWh annuali e un controvalore di 391 euro.
Fotovoltaico: eccezione ligure e blocco del Nord sotto i 1300 kWh
La Pianura Padana e l’arco alpino risentono inevitabilmente di una minore esposizione e di condizioni climatiche meno favorevoli per la tecnologia solare, pur mantenendo una forte convenienza all’investimento. In questo contesto settentrionale l’unica vera eccezione è rappresentata dalla Liguria: grazie al suo microclima costiero, Genova si inserisce al decimo posto nazionale con ben 1.318 kWh/kWp, un volume produttivo di 3.954 kWh e 395 euro di risparmio. Tutte le altre regioni del Nord si posizionano invece nella parte bassa della classifica, rimanendo stabilmente sotto la soglia dei 1.300 kWh/kWp.
Il Piemonte guida questo blocco con Torino a 1.311 kWh/kWp e 393 euro di risparmio, seguito dall’Emilia-Romagna dove Bologna registra 1.291 kWh/kWp per un beneficio di 387 euro. Curiosamente, l’unica eccezione meridionale a ridosso di questi valori è la Basilicata, che a Potenza esprime una resa di 1.289 kWh/kWp e 387 euro di risparmio, un dato condizionato dall’altitudine e dalla conformazione del territorio.
La coda della classifica e il valore minimo della Valle d’Aosta
Negli ultimi posti della graduatoria nazionale i valori tendono ad allinearsi in modo quasi uniforme prima del calo finale. Il Trentino-Alto Adige a Trento esprime 1.288 kWh/kWp e 386 euro di risparmio, precedendo di un soffio la Lombardia e il Veneto che mostrano prestazioni identiche nei rispettivi capoluoghi, Milano e Venezia, stabili a 1.287 kWh/kWp con una produzione di 3.861 kWh e un risparmio di 386 euro. Subito dietro si colloca il Friuli-Venezia Giulia, che a Trieste fa registrare 1.284 kWh/kWp per 3.852 kWh complessivi e un ritorno economico di 385 euro.
Il fanalino di coda assoluto spetta alla Valle d’Aosta. Il capoluogo Aosta si ferma infatti a 1.216 kWh/kWp, fermando l’indicatore di produzione per un impianto da 3 kWp a 3.648 kWh e il risparmio monetario annuale a 365 euro. I calcoli dell’osservatorio, formulati ipotizzando una quota di autoconsumo immediato del 40% e un costo dell’energia standardizzato a 0,25 euro per chilowattora, dimostrano che sebbene il sole premi il Mezzogiorno, l’investimento nei pannelli solari garantisce un ritorno economico concreto e stabile su tutto il territorio nazionale.
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