VICENZA — Un impianto fotovoltaico nato dalle ceneri di una cava e di una discarica: è la sintesi più efficace di quanto realizzato dal Gruppo Magis a Trissino, in provincia di Vicenza, dove è entrato in esercizio il nuovo parco solare che diventa il più grande dell’azienda in tutto il Veneto e il secondo a livello nazionale.
L’impianto, progettato e costruito interamente dall’area Ingegneria interna a Magis, ha una potenza di picco di 8,8 MWp e produrrà 12 GWh di energia elettrica all’anno: un volume che corrisponde al consumo energetico annuo di oltre 4.000 famiglie. Il beneficio ambientale si traduce in circa 5.000 tonnellate di CO2 non emesse ogni anno, rispetto a quanto accadrebbe generando la stessa quantità di energia da fonti fossili.

A rendere il progetto particolarmente significativo è la scelta del sito: un’area che in passato era stata destinata ad attività estrattive, tra ex cava e discarica, e che oggi torna a vivere come infrastruttura energetica pulita. Un esempio di come il riutilizzo di territori compromessi possa conciliarsi con lo sviluppo industriale, restituendo valore a zone altrimenti dismesse.
Con l’avvio di Trissino, il Gruppo Magis supera la soglia degli 82 MW di potenza installata da fonte solare, un risultato che si inserisce nella strategia delineata dal Piano industriale al 2030. Il piano prevede investimenti complessivi per 508 milioni di euro destinati alla realizzazione di impianti di generazione 100% rinnovabili, confermando la traiettoria di progressiva decarbonizzazione del mix energetico del Gruppo.
Non è un dato isolato: quest’anno la produzione energetica complessiva di Magis ha raggiunto l’82% da fonti rinnovabili, mentre la capacità installata da fonti green ha superato per la prima volta quella da fonti tradizionali, un sorpasso che segna simbolicamente il cambio di passo dell’azienda veneta nella transizione energetica.
“Il completamento dell’impianto di Trissino conferma la nostra capacità di guidare la transizione energetica con investimenti concreti e visione industriale di lungo periodo”, ha dichiarato Alessandro Russo, consigliere delegato di Magis, sottolineando come il progetto sia stato realizzato interamente con competenze interne all’azienda, a testimonianza della solidità organizzativa del Gruppo. Russo ha inoltre ringraziato i collaboratori che hanno contribuito al raggiungimento del traguardo.
Sul valore territoriale dell’operazione è intervenuto il presidente Federico Testa, che ha evidenziato come la realizzazione dell’impianto sia stata possibile grazie a una collaborazione costruttiva con le istituzioni locali. Per Testa, il fatto che il parco solare sia stato costruito su un’area precedentemente occupata da una discarica rappresenta “un importante simbolo di riqualificazione e attenzione ai territori”, capace di restituire nuova vita a spazi degradati.
Anche il vicepresidente Stefano Fracasso ha posto l’accento sulla compatibilità tra produzione energetica e tutela del territorio, definendo il progetto di Trissino uno dei primi esempi nel Vicentino di un impianto di grandi dimensioni capace di integrare sviluppo energetico sostenibile, riqualificazione ambientale e attenzione al contesto locale.
L’operazione si colloca in un momento di forte espansione per Magis sul fronte delle rinnovabili, in un settore — quello delle multiutility venete — sempre più orientato a coniugare crescita industriale e impatto ambientale positivo. Il caso di Trissino, in particolare, si candida a diventare un modello replicabile per la riconversione di altre aree compromesse del territorio, in un Paese dove le ex cave e le discariche dismesse rappresentano spesso un problema di bonifica ancora aperto
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