Bollette: cambiare fornitore in 24 ore sarà realtà, ma l’indecisione costa agli italiani 660 milioni

Dal 1° dicembre 2026 lo "switch" di luce e gas sarà quasi immediato. Eppure, tra dubbi e burocrazia, i consumatori impiegano fino a due mesi solo per decidere. Un'inerzia che pesa sui bilanci familiari.

Una rivoluzione burocratica è alle porte per il mercato energetico italiano. A partire dal 1° dicembre 2026, basteranno appena 24 ore per completare il cambio di operatore per le forniture di luce e gas. Una svolta epocale che punta a snellire drasticamente i tempi tecnici, ma che rischia di scontrarsi con un ostacolo inaspettato: la proverbiale indecisione dei consumatori.

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Secondo una ricerca commissionata da Facile.it a mUp Research, gli italiani si dimostrano estremamente riflessivi – forse troppo – quando si tratta di mettere mano ai contratti di casa. Dal momento in cui nasce l’idea di cambiare fornitore a quello in cui si firma effettivamente il nuovo contratto passano in media dai 52 ai 60 giorni. A questi due mesi di riflessione vanno poi sommati i tempi tecnici di attivazione, che oggi possono richiedere fino ad altri 60 giorni.

Il prezzo del “poi ci penso”: un conto da 1,3 miliardi

Rimandare la scelta ha un costo sociale ed economico pesantissimo. La strategia del rinvio ha fatto sfumare nell’ultimo anno oltre 660 milioni di euro per le sole bollette energetiche.

Il quadro si fa ancora più allarmante se si allarga lo sguardo all’intero budget domestico: includendo le polizze assicurative (come l’RC auto e moto), la tendenza a procrastinare è costata ai consumatori italiani ben 1,3 miliardi di euro negli scorsi 12 mesi.

Un paradosso, se si considera che le bollette di luce e gas sono percepite come le note più dolenti del bilancio familiare:

  • Il 62% degli intervistati indica la luce come la spesa più gravosa.

  • Il 53% indica il gas come la seconda voce di costo principale.

Entrambe sono, non a caso, le prime spese che gli italiani vorrebbero tagliare.

«Spesso sottovalutiamo quanti soldi perdiamo continuando a rimandare scelte di risparmio che possiamo prendere in sicurezza e in poco tempo. Oggi la tecnologia offre l’opportunità di confrontare velocemente le offerte e di firmare il contratto in pochi minuti» — Esperti di Facile.it

Perché gli italiani bloccano il cambiamento?

Se il desiderio di risparmiare è forte, cosa frena i consumatori dall’attivarsi? Dall’indagine emergono barriere psicologiche e informative ben precise:

  1. La complessità del mercato: la difficoltà principale sta nel trovare l’offerta davvero giusta in un mare di tariffe.

  2. Il fattore tempo: molti dichiarano di non avere abbastanza tempo da dedicare alla ricerca e alla comparazione.

  3. La paura del passo falso: il timore di fare la scelta sbagliata e la scarsa conoscenza della materia bloccano l’iniziativa di molti utenti.

Chi cambia e chi resta: i dati del mercato

Nell’ultimo anno, il dinamismo del mercato ha coinvolto un italiano su quattro per l’energia elettrica (25%) e uno su cinque per il gas (20%).

I motivi del passaggio

La spinta principale al cambiamento resta il fattore economico (prezzi ritenuti troppo alti), seguito dalla ricerca di una maggiore trasparenza nelle comunicazioni da parte delle aziende. Non manca però una quota di cambi “forzati”: consumatori che si convertono a un nuovo operatore perché rimasti vittime di truffe o di attivazioni di contratti a propria insaputa.

I motivi della fedeltà

Sul fronte opposto, chi decide di non cambiare venditore lo fa principalmente per due motivi:

  • Soddisfazione reale (43%): Ritiene che il prezzo pagato sia congruo e corretto.

  • Mancanza di alternative (39%): Non ha trovato sul mercato offerte più adatte alle proprie esigenze.

Resta infine una zona d’ombra significativa: circa il 12% dei consumatori ammette di non cambiare operatore per semplice inerzia. Non sono soddisfatti della propria tariffa, ma restano dove sono solo per pigrizia – regalando, di fatto, centinaia di euro all’anno al vecchio fornitore.


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