Boom storage energetico in Italia: solare punta sulla resilienza

Report di Italia Solare

L’Italia conferma la sua traiettoria di crescita nel settore dello storage energetico. Al 31 marzo 2026, il panorama nazionale mostra un consolidamento impressionante con una capacità totale connessa che ha raggiunto i 18.807 MWh. Questo risultato è il frutto di una strategia che vede il fotovoltaico non più come una fonte intermittente, ma come un sistema integrato capace di gestire i carichi grazie a una diffusione capillare di batterie su tutto il territorio. È quanto emerge dal rapporto Sistemi di accumulo Q1 2026 pubblicato da Italia Solare, basato sull’elaborazione dei dati Gaudì di Terna.

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Foto di Troy Mortier su Unsplash.

Primato del solare e l’avanzata degli impianti stand-alone

Analizzando la struttura delle connessioni cumulate, emerge con chiarezza come la stragrande maggioranza dei sistemi di accumulo sia integrata direttamente con impianti fotovoltaici. Questa tipologia domina il mercato con 11.495 MWh di capacità connessa e una potenza di 5.773 MW, servendo quasi 919.000 unità.

Tuttavia, un dato estremamente rilevante riguarda la crescita dei sistemi stand-alone, ossia impianti di accumulo non direttamente accoppiati a una singola fonte di produzione locale, che hanno già raggiunto una capacità cumulata di 7.249 MWh. Al contrario, le integrazioni con impianti termoelettrici ed eolici rimangono ancora marginali, rappresentando rispettivamente solo 57 MWh e 6 MWh della capacità totale.

La geografia dell’energia: Lombardia e Veneto guidano la classifica

La distribuzione spaziale dello storage energetico in Italia ricalca le zone a maggiore vocazione industriale e residenziale. La Lombardia si conferma la locomotiva del settore, guidando ogni metrica con una capacità connessa di 1.952 MWh e oltre 155.000 sistemi installati. Segue a stretto giro il Veneto, che vanta 1.470 MWh e una diffusione capillare con quasi 109.000 unità. Anche l’Emilia-Romagna supera la soglia dei 1.000 MWh.

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Al Centro e al Sud, il Lazio e la Sicilia mostrano performance solide con oltre 800 MWh ciascuna, a dimostrazione che la necessità di stabilità di rete e autoconsumo è ormai un’esigenza sentita uniformemente lungo tutta la penisola.

Segmentazione del mercato: la centralità della taglia residenziale

Il mercato italiano continua a essere fortemente caratterizzato da installazioni di piccola e media taglia, tipiche del settore residenziale e del piccolo terziario. I dati relativi alla classe di potenza rivelano che i sistemi compresi tra i 6 kW e i 20 kW rappresentano il segmento più consistente, con una capacità cumulata di 6.657 MWh, seguiti dai sistemi più piccoli sotto i 6 kW che totalizzano 4.084 MWh. Insieme, queste due categorie coprono la quasi totalità del numero di installazioni, sottolineando come la transizione energetica in Italia sia un fenomeno guidato dal basso.

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Le installazioni di taglia industriale superiore ai 10 MW, pur essendo numericamente pochissime, iniziano a dare un contributo visibile con 70 MWh di capacità, segnale di un interesse crescente verso i grandi sistemi di rete.

Storage energetico: dinamiche recenti e prospettive del primo trimestre 2026

Osservando nello specifico i primi tre mesi del 2026, il report evidenzia una lieve flessione rispetto ai picchi registrati nell’anno precedente. Nel Q1 2026 sono stati connessi 454 MWh di nuovi accumuli associati al fotovoltaico, segnando un calo del 9% rispetto al quarto trimestre del 2025 e una diminuzione anche rispetto ai 491 MWh del primo trimestre dello scorso anno. Anche la potenza connessa ha subito una contrazione, attestandosi a 237 MW.

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Nonostante questa decelerazione congiunturale, il numero di nuovi sistemi installati nel solo primo trimestre del 2026 è stato di 33.397 unità, un volume che testimonia come la fiducia degli utenti e degli operatori nel valore dello storage rimanga strutturalmente elevata.

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