Attraverso un coinvolgimento diretto delle imprese e il sostegno al quadro normativo nazionale, il settore dell’illuminazione, con Assil in prima linea, punta a consolidare il primato tecnologico e la sostenibilità misurabile del comparto italiano. L’apertura di Light + Building 2026 segna un momento di svolta fondamentale per l’industria illuminotecnica italiana, rappresentata a Francoforte dall’Associazione del comparto con un’iniziativa di ampio respiro denominata Map the Smart Future. Assil, che riunisce oltre novanta realtà produttive capaci di generare più dei due terzi del fatturato nazionale del settore, ha scelto il palcoscenico tedesco per sancire il passaggio definitivo da una dimensione esplorativa a una operativa e progettuale.

Se la precedente partecipazione ai grandi eventi di settore era focalizzata sulla dimensione emozionale e umana del far luce, la nuova strategia presentata quest’anno mira a fornire le coordinate tecnologiche e i dati necessari per rendere la smart city una realtà tangibile e performante.
Dal concetto di prodotto alla rete di servizi integrati
Il cuore della proposta italiana a Francoforte risiede nella trasformazione radicale del punto luce, che smette di essere un elemento isolato per diventare un vero e proprio hub di servizi digitali. Assil promuove infatti una visione di sistema in cui l’illuminazione funge da infrastruttura portante per la città del futuro.
Questo approccio si sposa perfettamente con l’attuale dibattito legislativo italiano, in particolare con il Disegno di Legge 1700 presentato al Senato, che l’Associazione sostiene con forza. L’obiettivo è quello di integrare la qualità della luce con la sicurezza e la connettività, permettendo ai sistemi di illuminazione di dialogare con le altre reti urbane e domestiche, ottimizzando le risorse e migliorando il benessere dei cittadini.
La misurabilità della sostenibilità e l’analisi dei dati
Per dare sostanza a questa visione, la campagna prevede l’utilizzo di uno strumento di indagine interattivo volto a raccogliere metriche precise sulle sfide tecnologiche più attuali, dall’adozione degli standard Dali e Knx fino all’integrazione con l’Internet of Things. Questo sondaggio, intitolato proprio come la campagna di engagement, permetterà di dimostrare con evidenza scientifica come l’impiego di sistemi evoluti non sia solo una scelta estetica o tecnologica, ma una necessità economica ed ecologica.
I dati raccolti serviranno infatti a quantificare il risparmio energetico ottenuto e la conseguente riduzione delle emissioni di anidride carbonica, rendendo l’impegno verso la transizione ecologica un valore certificato e verificabile in tempo reale.
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