Il panorama della decarbonizzazione si arricchisce di un nuovo protagonista: l’idrogeno turchese. Grazie al progetto SPIRIT (Sostenibile Produzione Innovativa e Rivoluzionaria di Idrogeno Turchese), l’Italia punta su una tecnologia di frontiera capace di coniugare sostenibilità ambientale e competitività economica.
Cos’è l’idrogeno turchese e perché è una “Svolta”?
A differenza dell’idrogeno verde (da elettrolisi) o blu (da cattura della CO2), l’idrogeno turchese si ottiene tramite la pirolisi del metano. In questo processo, il gas naturale viene decomposto ad alte temperature in:
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Idrogeno gassoso: combustibile pulito.
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Carbonio solido: una risorsa preziosa, anziché un gas serra (CO2) da stoccare.
I vantaggi competitivi:
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Efficienza energetica: consuma fino a 1/8 dell’energia richiesta dall’elettrolisi.
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Continuità: non dipende dalle fluttuazioni delle rinnovabili, sfruttando l’infrastruttura capillare del gas esistente.
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Costi ridotti: mantiene un profilo economico vantaggioso, ideale per le industrie pesanti (hard-to-abate).
Dal Sottoprodotto alla Risorsa: Il Ruolo del Carbonio
Il vero valore aggiunto di SPIRIT è l’approccio da economia circolare. Il carbonio solido ottenuto non è un rifiuto, ma una materia prima critica. Raffinato in grafite, diventa essenziale per la produzione di batterie agli ioni di litio, sostenendo direttamente la filiera della mobilità elettrica e della siderurgia.
Una Squadra di Eccellenza (I Partner)
Il progetto unisce il mondo della ricerca, delle startup e dei giganti dell’energia:
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Pietro Fiorentini (Capofila): guida il progetto con il compito di ingegnerizzare il prototipo e progettare l’impianto industriale integrato.
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X-nano: startup spin-off dell’IIT e “cuore” tecnologico, ha sviluppato e brevettato il processo di pirolisi innovativo.
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Università di Milano-Bicocca: cura la sintesi e la caratterizzazione dei materiali per le batterie del futuro.
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Ampere Transition: analizza gli scenari tecnico-economici per validare la decarbonizzazione di settori come cementifici e acciaierie.
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Edison ed Enipower: definiscono i casi d’uso reali, testando la sostenibilità della tecnologia negli impianti di teleriscaldamento in Lombardia.
Road Map: verso il 2027
L’iniziativa, finanziata dal Fondo Europeo di Sviluppo Regionale (PR FESR 2021-2027), prevede una tabella di marcia serrata:
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Validazione: sviluppo di un impianto pilota su scala pre-industriale.
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Scalabilità: progettazione della versione industriale basata sulle reali necessità degli utenti finali (end user).
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