Piano Natura in Europa: l’Italia presenta il testo tra le proteste degli ambientalisti

Nel giorno della scadenza fissata per la presentazione dei Piani Nazionali di Ripristino (PNR) alla Commissione Europea — in attuazione del Nature Restoration Law —, un cartello composto da 14 associazioni e fondazioni esprime profonda preoccupazione sui contenuti del documento italiano e denuncia il mancato coinvolgimento della società civile nel processo di stesura.

Tra le sigle firmatarie figurano Apicittadine, Blue Marine Foundation, Centro Italiano Studi Ornitologici, Cipra Italia, Federazione Nazionale Pro Natura, Fondazione Capellino, Fondazione Marevivo, Forum Nazionale Salviamo il Paesaggio, Lav, Legambiente, Lipu, Slow Food Italia, Worldrise e WWF Italia.

Manca la trasparenza sulla consultazione pubblica

Le organizzazioni chiedono al Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica (MASE) di rendere pubblico il testo definitivo inoltrato a Bruxelles e di rendicontare gli esiti della consultazione conclusasi lo scorso 24 giugno.

Nonostante le rassicurazioni ufficiali su un maggior coinvolgimento degli stakeholder e della comunità scientifica, ad oggi non risultano pubblicati né i contributi ricevuti né le motivazioni dietro l’accoglimento o il rigetto delle singole osservazioni. Secondo le associazioni, questa opacità impedisce a cittadini e istituzioni di verificare la reale efficacia del percorso partecipativo.

I nodi critici: il rischio di un indebolimento sulle aree urbane

A destare le maggiori inquietudini è il potenziale depotenziamento delle tutele ecologiche, in particolare per quanto riguarda gli ecosistemi urbani.

Le associazioni segnalano come alcune proposte emesse da ANCI e riprese da ANCE puntino a cancellare o modificare vincoli chiave stabiliti a livello europeo, quali:

  • La salvaguardia della copertura arborea e del verde urbano (divieto di riduzione netta).

  • La tutela dei suoli non artificializzati contro la cementificazione.

  • La sospensione delle trasformazioni territoriali capaci di generare ulteriori perdite di biodiversità.

L’appello alla Commissione Europea

I firmatari sottolineano come gli eventi meteo estremi abbiano dimostrato la necessità inderogabile di soluzioni basate sulla natura (Nature-based Solutions) per rafforzare la resilienza di fiumi, boschi, ambienti marini e contesti agricoli o urbani.

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L’appello finale si rivolge direttamente alle istituzioni comunitarie: le associazioni chiedono alla Commissione Europea di esaminare con estremo rigore il Piano italiano e di richiamare il Governo al rispetto degli obblighi di trasparenza e partecipazione stabiliti dal Regolamento UE.

«”Riportare la Natura nelle nostre Vite”, come recita la Strategia Europea per la Biodiversità, non deve essere un atto formale ma un impegno serio e vincolante da parte delle istituzioni a tutti i livelli», concludono le 14 organizzazioni.


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