Dallo spazio alla tavola: Morato Group rivoluziona la gestione del freddo

Il gruppo alimentare punta a tagliare le emissioni del 20%

Il settore alimentare italiano sta vivendo una fase di profonda trasformazione, dove la sostenibilità non è più solo un obiettivo etico, ma una sfida ingegneristica. In questo scenario, Morato Group ha lanciato presso il suo stabilimento di Parma un progetto pilota che promette di rivoluzionare la gestione del freddo, uno dei processi più energivori dell’intera filiera.

Una tecnologia “aliena” nel food

Morato_2 gestione del freddoLa vera novità risiede nell’origine della soluzione adottata: un sistema di compressione di derivazione aerospaziale. Si tratta di un’innovazione di frontiera che elimina l’attrito tra le parti meccaniche, garantendo prestazioni elevate anche quando l’impianto non lavora a pieno regime.

L’impatto di questa scelta è duplice:

  • Efficienza energetica: il sistema consuma mediamente il 35% in meno di elettricità all’anno rispetto alle tecnologie tradizionali.

  • Affidabilità: riducendo fino all’80% le componenti meccaniche in movimento, si ottiene un abbattimento dei costi di manutenzione pari a circa il 40% sull’intero ciclo di vita.

Gli obiettivi: decarbonizzazione e sostenibilità nella gestione del freddo

Il progetto, supportato dall’Innovation Hub STEP, si inserisce in una strategia climatica ambiziosa. Morato Group punta infatti a una riduzione complessiva di 2.472 tonnellate di CO₂ entro il 2026. Nello specifico, l’intervento di Parma mira a ridurre del 20% annuo le emissioni legate al processo frigorifero.

Oltre all’efficienza meccanica, il sistema utilizza un gas refrigerante di nuova generazione con un GWP (Global Warming Potential) inferiore a 4. Si tratta di un valore quasi nullo, che anticipa le future e stringenti normative europee in materia di tutela del clima.

Una partnership per il futuro industriale

Per STEP Innovation Hub, questa collaborazione rappresenta un passo avanti verso la missione di sottrarre 5 milioni di tonnellate di CO₂ dal tessuto industriale italiano. Per Morato Group, Parma è solo l’inizio.

“Questo intervento non è solo un upgrade tecnico, ma un esempio concreto di come l’innovazione cross-settoriale possa accelerare la transizione ecologica,” fanno sapere dall’azienda.

Visti i risultati promettenti, il Gruppo e STEP stanno già valutando di estendere questo modello agli altri siti produttivi, puntando a una filiera alimentare sempre più decarbonizzata e tecnologicamente avanzata.

Obiettivo Risultato atteso
Risparmio Energetico -35% di energia elettrica/anno
Taglio emissioni CO₂ -20% annuo (processo frigorifero)
Manutenzione -40% costi nel ciclo di vita
Componenti meccaniche -80% di parti in movimento

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