Cacophony to Symphony: il futuro del Saf

Il report di PA Knowledge Limited

PA Knowledge Limited in collaborazione con Sustainable Aviation Fuetures ha recentemente pubblicato il report “Cacophony to Symphony: Successfully Scaling Sustainable Aviation Fuel”. Il documento affronta il tema della decarbonizzazione del trasporto aereo.

L’analisi parte da una constatazione precipua: l’elettrico e l’idrogeno, pur promettenti, non sono ancora tecnologie scalabili per l’aviazione commerciale. A oggi, l’unica alternativa concreta è rappresentata dal Sustainable Aviation Fuel (Saf), un carburante che riduce in media del 70% le emissioni di CO₂ sul ciclo di vita, può essere utilizzato negli aerei già in servizio e richiede minimi adattamenti infrastrutturali.Screenshot 2025 09 15 Alle 16.56.56

Eppure, quasi vent’anni dopo i primi voli commerciali che lo hanno impiegato, la sua diffusione rimane lenta e disomogenea. Il problema, secondo PA Consulting, non risiede nella tecnologia in sé, ma in un sistema incapace di muoversi in maniera coordinata. La catena del valore è frammentata, le politiche non sono uniformi, il settore resta dominato dalle grandi compagnie petrolifere, le quali hanno pochi incentivi a ridurre la produzione di jet fuel convenzionale. Anche il costo elevato del SAF costituisce uno dei principali ostacoli alla sua scalabilità, produrlo oggi costa da due a cinque volte di più rispetto al kerosene.

Un’azione corale per avviare con successo il settore

Il report identifica tre direttrici operative per superare l’impasse. La prima è “create the conditions for success”, ovvero costruire le condizioni favorevoli attraverso incentivi, politiche mirate e strumenti finanziari. La seconda è “align the ecosystem around one mission”, che implica la necessità di allineare governi, compagnie aeree, aeroporti, produttori e investitori attorno a un obiettivo comune. Infine, la terza direttrice è “act now, adapt as you scale”, che invita ad agire immediatamente, pur mantenendo la flessibilità necessaria per adattarsi man mano che la filiera cresce.

Strumenti politici ed economici

Sul piano normativo, il documento cita come esempio principale il programma europeo ReFuelEU Aviation, che prevede target di miscelazione obbligatoria del 2% entro il 2025 e del 70% entro il 2050 per l’UE. Un obiettivo che si traduce nella necessità di produrre oltre 400 milioni di tonnellate di Saf entro metà secolo.
Nel Regno Unito, invece, si punta al Revenue Certainty Mechanism (RCM), un sistema che prevede contratti di lungo termine con prezzo garantito per litro di carburante sostenibile, con il potenziale di liberare oltre 10 miliardi di dollari di investimenti privati entro il 2030, nonostante per lo stesso anno il costo dei Saf sarà il 115% più elevato rispetto a quello dei carburanti tradizionali.
Un’altra proposta riguarda le aste “double-sided”, già sperimentate per l’idrogeno con il modello tedesco H2Global: applicate all’e-SAF tramite il progetto SkyPower, esse avrebbero la funzione di garantire entrate sicure ai produttori e al tempo stesso fornire flessibilità di prezzo ai compratori.

Regolazione e mercato

Per il successo del SAF, la coerenza nell’implementazione delle regolamentazioni è essenziale. Il report segnala il rischio del cosiddetto “Saf-avoidance”, ossia voli che si riforniscono in aeroporti dove non vigono obblighi, eludendo di fatto la normativa. Lufthansa propone di conteggiare il carburante sostenibile sulla base della destinazione finale. Altri operatori spingono verso la logica della over-compliance, già applicata nel settore automobilistico, che consiste nell’andare oltre i minimi obbligatori per accelerare la creazione di economie di scala. In questo senso, produttori come Neste e LanzaJet stanno già superando i mandati attuali.

Le percezioni degli operatori

Il report raccoglie le opinioni di quasi 600 leader del settore, con risultati che mostrano un ampio consenso sull’importanza del SAF:

  • il 92% lo ritiene cruciale per la decarbonizzazione;
  • l’86% lo identifica come la migliore opzione disponibile;
  • l’82% sente la responsabilità di conseguire progressi significativi entro il 2030;
  • il 78% lo considera un potenziale generatore di occupazione;
  • il 54% lo collega alla sicurezza energetica nazionale.

Tuttavia, solo il 40% prevede che sarà ampiamente diffuso entro il 2030.

Gli aeroporti: l’anello debole

Il rapporto mette in evidenza i limiti infrastrutturali degli aeroporti; ad oggi:

  • il 66% non dispone di una strategia relativa al SAF;
  • il 39% non ha alcuna fornitura;
  • dove presente, il carburante sostenibile rappresenta appena il 2,6% del totale;
    nel 2024 soltanto 98 aeroporti su oltre 4.072 con voli schedulati avevano consegne regolari, pari al l 2,6%.
  • Gli investitori chiedono con forza che gli scali partecipino allo sviluppo delle infrastrutture, costruendo reti compatibili per il blending e la distribuzione. Alcuni hub come Heathrow e Schiphol hanno già avviato la costruzione di pipeline dedicate, mentre la maggior parte si affida ancora al trasporto via camion, con costi e inefficienze aggiuntive.

La domanda dei viaggiatori

Un altro dato cruciale riguarda i passeggeri. Secondo le ricerche citate, il 75% dei viaggiatori intende volare in modo più sostenibile nei prossimi 12 mesi, l’83% considera importante la sostenibilità del viaggio e il 44% si dice disposto a pagare un sovrapprezzo per voli alimentati da Saf o da alternative verdi. Parallelamente, cresce anche il fenomeno del flight-shaming, che in alcuni mercati disincentiva il ricorso all’aereo. La Francia è arrivata a vietare le tratte domestiche per le quali esiste un’alternativa ferroviaria inferiore alle due ore e mezza.

Costi e feedstock

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Il costo del Saf oggi è stimato tra due e cinque volte superiore a quello del carburante convenzionale, una forbice legata sia al tipo di materie prime utilizzate, come oli usati e grassi animali, sia al grado di maturità delle tecnologie impiegate, comprese quelle di nuova generazione come gli e-fuels. Tuttavia, la disponibilità globale di feedstock lipidici resta limitata e non potrà coprire da sola la crescente domanda del settore aereo. Per questo il report indica la necessità di massicci investimenti in biomasse avanzate e soprattutto in combustibili sintetici ottenuti da idrogeno e CO₂ catturata.

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Ecosistema e supply chain

Il report sottolinea che le compagnie petrolifere continuano a considerare il Saf una nicchia, mentre tra le compagnie aeree vi sono approcci divergenti: Lufthansa, United e KLM hanno elaborato strategie avanzate, altre preferiscono attendere. Gli investitori, dal canto loro, percepiscono il settore come rischioso, ma potenzialmente profittevole se sostenuto da politiche stabili e da trasparenza sui dati di ciclo di vita. La supply chain resta fragile, la mancanza di standard globali uniformi per la certificazione e il tracciamento scoraggia potenziali investimenti e investitori.

Opinioni aggiuntive e ostacoli

Altri dati del sondaggio mostrano che:

  • il 72% degli intervistati individua nella mancanza di collaborazione tra governi e industria un ostacolo chiave;
  • il 61% ritiene che senza incentivi fiscali diretti la domanda non crescerà oltre i livelli minimi obbligatori;
  • il 55% considera la trasparenza sui dati di emissioni un prerequisito per investimenti futuri.

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