La domanda globale di carbone ha segnato un nuovo record nel 2024, attestandosi a 8,79 miliardi di tonnellate (Bt), con una crescita dell’1,5%. Sebbene si tratti del volume più alto mai registrato, il tasso di incremento è il più lento dalla crisi del covid-19 nel 2020. Dopo il forte rimbalzo post-pandemia, alimentato dalla ripresa economica e dagli elevati prezzi del gas naturale, la crescita annuale ha mostrato un progressivo rallentamento dal 2021, pur mantenendo un aumento cumulativo di oltre il 16% dal 2020.
Il principale motore di questa domanda è stato, ancora una volta, l’uso del carbone per la produzione di energia elettrica, che nel 2024 ha toccato il picco storico di 10.766 terawattora (TWh). Al contrario, la domanda di carbone metallurgico, cruciale per l’industria siderurgica, ha registrato una lieve contrazione dello 0,8%.
Ruolo dominante della Cina e segnali di flessione
La Cina si conferma l’attore indiscusso nel panorama globale del carbone, consumando il 56% del totale mondiale e utilizzando una tonnellata su tre nelle sue centrali elettriche. Questa dipendenza rende Pechino il principale driver della domanda globale.
Tuttavia, il 2025 potrebbe segnare un punto di svolta. Le stime per la prima metà dell’anno indicano una lieve diminuzione globale della domanda di carbone (meno dell’1%). Questo calo è imputabile principalmente alla Cina e all’India, dove la crescita più moderata della domanda di elettricità, l’espansione delle energie rinnovabili (eolico e solare) e, nel caso indiano, un monsone precoce che ha potenziato l’idroelettrico, hanno ridotto la necessità di carbone per la produzione di energia.
Parallelamente, la situazione è differente in altre aree: gli Stati Uniti hanno visto un aumento stimato del 10% nella domanda di carbone nella prima metà del 2025, spinto dalla forte richiesta di elettricità e dall’aumento dei prezzi del gas naturale che ha favorito il passaggio al carbone. Anche l’Unione Europea ha registrato una crescita, a causa della scarsa produzione di energia eolica e idroelettrica e dell’incremento dei prezzi del gas.
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Carbone: previsioni a breve termine: plateau nel 2025, calo nel 2026
Nonostante gli andamenti contrastanti nella prima metà del 2025, le previsioni annuali per la domanda globale di carbone per l’intero anno non si discostano significativamente da quelle pubblicate a dicembre 2024. Le variazioni regionali, con una domanda più debole del previsto in Cina e India compensata da quella superiore alle attese in UE e Usa, si annullano a vicenda, suggerendo un leggero aumento complessivo anche per il 2025.
Il vero cambiamento è previsto per il 2026, quando le proiezioni indicano un calo pressoché equivalente, riportando i livelli di domanda vicini a quelli del 2024. Ancora una volta, la Cina sarà determinante: dopo una lieve flessione nel 2025, la domanda cinese dovrebbe riprendersi nel 2026. L’India, invece, vedrà una crescita più contenuta (2,5%) nel 2026, grazie alla continua espansione delle energie rinnovabili. Europa e Stati Uniti sono attesi a una riduzione della domanda di carbone nel 2026, seppur con dinamiche influenzate da politiche e prezzi del gas.
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Produzione e scambi globali: una visione in calo con l’eccezione dell’India
Anche la produzione globale di carbone, che nel 2024 ha raggiunto il massimo storico di 9,15 Bt, è destinata a subire una contrazione. Con l’eccezione dell’India, dove la produzione continuerà a crescere per ragioni di sicurezza energetica, i principali Paesi produttori vedranno una diminuzione. La Cina, in particolare, con scorte elevate e una domanda stagnante, prevede il suo primo calo di produzione dal 2022.
Anche l’Indonesia, terzo produttore mondiale, e gli Stati Uniti ridurranno la produzione a causa dei prezzi bassi e della debole domanda interna e internazionale.
Il commercio internazionale di carbone, che nel 2024 ha superato per la prima volta 1,5 miliardi di tonnellate, è destinato a ridursi nel 2025 e ancor più nel 2026. La flessione delle importazioni cinesi, unitamente al calo costante della domanda in paesi come UE, Giappone, Corea e Regno Unito, e all’incremento della produzione interna in India, disegnano un quadro di contrazione per i volumi di scambio globali.
In sintesi, il mercato globale del carbone si trova a un bivio. Dopo anni di crescita trainata dalla ripresa post-pandemia e da fattori congiunturali, le previsioni indicano un rallentamento significativo, che potrebbe preludere a una fase di declino nei prossimi anni. La transizione energetica e la crescente competitività delle rinnovabili stanno iniziando a incidere profondamente su un settore storicamente dominante.
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