Comprare energia quando costa meno per poterla avere a disposizione del proprio processo industriale quando più serve. Un sogno che può diventare realtà se ci si dota della tecnologia che lo permette. Si tratta di quanto possono realizzare i cosidetti storage meccanici. Ad esempio trasformando l’energia in calore, rendendola disponibile quando necessaria e garantendo una efficienza di sistema. Diverse le realtà che le propongono.
Accumuli verso un nuovo equilibrio di mercato
Il tema che si pone è sopratutto economico, “Se riusciamo a spostare il punto di equilibrio della rete tra domanda e offerta riusciamo ad abbattere il costo energetico” spiega a Canale Energia Giulio Lolli head of regulatory affair di Gruppo Magaldi. Un’azione necessaria perchè “Di fatto l’elettricità avrà sempre un costo più alto di quanto è dispacciabile come oil e gas. Mentre con strumenti come gli accumuli si può riuscire ad abbattere questi costi” sottolinea Lolli.
“Il prezzo del gas è un prezzo medio può variare da un giorno all’altro ma non può variare molto di più. Mentre il prezzo dell’elettricità è estremamente variabile. Come prezzo orario può scendere molto al di sotto del prezzo del gas in zone molto ricche di rinnovabili. Quindi il problema è: come decarbonizzare con l’elettrificazione senza aumentare i miei costi di due volte e mezzo? La risposta è negli accumuli“.
Di fatto una struttura simile in ambito aziendale permette di dare valore all’energia prodotta da fonti rinnovabili e immessa in rete anche quando il valore altrimenti sarebbe zero. L’ accumulo di energia termica va così in una simbiosi ideale con l’accumulo degli storage atti a bilanciare la produzione energetica della rete.
Se pensiamo all’impatto economico dobbiamo valutarlo nel complesso. Dotarsi di un accumulo termico ha di per se un costo maggiore rispetto una semplice elettrificazione, ma permette di abbattere i costi variabili. “In questo modo realizziamo una modulazione della domanda mentre lo storage nei punti di produzione di energia offre una modulazione della offerta”. Un’azione che sposta il “punto di equilibrio” anche di costo economico tra domanda e offerta. Questo rende necessario sviluppare un modello sempre più intelligente di gestione della rete e di analisi di questo punto di equilibrio “perché l’azienda paga marginalmente il punto di equilibrio“. Il problema non è di oggi ma di un futuro prossimo “Quando ci saranno centinaia di migliaia di impianti di produzione con stoccaggi e punti di prelievo con accumulo, prevedere il punto di equilibrio del sistema sarà fondamentale per sapere quando acquistare o meno l’energia” conclude.
Differenza tra accumulo termico ed elettrochimico
L’accumulo termico è una tecnologia che sfrutta una capacità meccanica di assorbimento e come tale è costituita da materiali che possiamo definire comuni come sabbia e metallo. Questo almeno nel caso dei prodotti realizzati da Gruppo Magaldi. Un vantaggio duplice perché oltre a non necessitare di materie prime critiche permette in caso di rottura una facile manutenzione. Raggiungendo potenzialmente una vita infinita dell’impianto.
Mentre le batterie elettrochimiche provengono da trattamenti e impianti specifici spesso molto lontani fisicamente da noi e composti da materiali rari.
Infine in termini di efficienza “Abbiamo il 92% in un ciclo di carico e scarico di 24h. Superato questo timing abbiamo un 2% di perdita giornaliero” conclude Lolli.
Costi di stoccaggio
Ovviamente la tecnologia migliora sempre, ma in termine di costi la differenza al momento è importante. Il costo medio di stoccaggio termico del vapore di 60-70 euro a MWh mentre in media il litio è di almeno 100 euro. Inoltre se guardiamo alla vita utile e all’efficienza un impianto a batteria ha un termine mentre lo stoccaggio a vapore no, infine i dati sull’efficienza di accumulo che sono superiori al 90% nel caso del termico.
Certamente quella termica è una tecnologia adatta a dei poli produttivi, in quanto non può raccogliere energia e trasmetterla poi in rete. Quanto stoccato deve essere consumato in loco. In questo si differenzia in tutto e per tutto dallo stoccaggio elettrochimico che interagisce direttamente con la rete.
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