Bess come è cambiata la procedura autorizzativa

La transizione dai combustibili fossili alle fonti rinnovabili non può basarsi unicamente sulla realizzazione di impianti Fer: è essenziale integrare sistemi di accumulo su larga scala per garantire continuità e stabilità alla rete, data la variabilità di fonti come sole e vento. I Battery Energy Storage System (Bess) immagazzinano l’energia prodotta da rinnovabili e la rilasciano quando necessario, rendendo il sistema più affidabile. 

Con riferimento alla disciplina autorizzativa, il decreto legislativo 25 novembre 2024, n. 190, noto come Testo Unico Fer recante la disciplina dei regimi amministrativi per la produzione di energia da fonti rinnovabili, è entrato in vigore il 30 dicembre 2024. Il decreto introduce importanti novità in materia di regimi autorizzativi, che si applicano anche ai sistemi di accumulo elettrochimico (Bess). 

Bess

Tra le modifiche principali, si segnala la soppressione della dichiarazione di inizio lavori asseverata (Dila) tra le procedure autorizzative previste.

Il nuovo impianto normativo distingue i regimi in base a caratteristiche tecniche, localizzazione e potenza del sistema di accumulo. In particolare, i Bess con potenza fino a 10 MW rientrano ora nell’ambito dell’edilizia libera, secondo quanto stabilito dal suddetto decreto. La Procedura Abilitativa Semplificata (Pas), prevista dall’articolo 8 è invece applicabile ai Bess localizzati esclusivamente all’interno del perimetro di impianti industriali (di qualunque natura, anche non più operativi o in via di dismissione), di impianti elettrici esistenti o in aree di cava, oppure in siti di produzione e trattamento di idrocarburi liquidi o gassosi in dismissione. È necessario che l’installazione non comporti un aumento degli ingombri in altezza e non richieda varianti agli strumenti urbanistici adottati. 

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L’Autorizzazione Unica regionale o provinciale, disciplinata dall’articolo 9, si applica ai Bess connessi o asserviti a impianti di produzione di energia elettrica fino a 300 MW, sempre autorizzati ma non ancora realizzati, nonché per i Bess stand alone con potenza superiore a 200 MW, destinati a fornire servizi di rete su scala nazionale.  

Strumenti normativi a disposizione sui Bess

Uno dei principali strumenti normativi e operativi che abilitano e incentivano lo sviluppo dei sistemi di accumulo in Italia è il Meccanismo di approvvigionamento di capacità di stoccaggio elettrico (Macse). Il decreto legislativo 210/2021 ha introdotto un nuovo strumento di programmazione energetica: il Macse. Le regole sono state stabilite in conformità ai criteri indicati dall’Autorità di Regolazione per Energia Reti e Ambiente (Arera).

Si tratta di un sistema progettato per integrare in modo efficiente le fonti rinnovabili nel mix energetico nazionale, soprattutto nei periodi di overgeneration, quando cioè la produzione di energia supera la domanda. Attraverso il Macse, il sistema elettrico potrà dotarsi di nuova capacità di accumulo grazie a contratti di lungo termine assegnati tramite aste competitive organizzate da Terna alle quali potranno partecipare gli operatori titolari di nuovi impianti di accumulo. La prima asta del Macse, dedicata agli accumuli elettrochimici, si terrà il 30 settembre 2025. 

Un altro strumento che sta assumendo una posizione di particolare rilevanza nel settore delle batteria è il c.d. tolling. Il tolling, contratto atipico di matrice anglosassone, rappresenta una formula contrattuale in cui il proprietario di un’infrastruttura – come un centrale elettrica o un sistema di accumulo – ne conserva la titolarità e la gestione operativa, ma ne concede l’uso a un soggetto terzi, che decide come e quanto utilizzare tale asset. Questo soggetto (toller) ha la facoltà di determinare, ad esempio, i momenti di carica e scarica di una batteria, secondo logiche di mercato, flessibilità e convenienza economica. In cambio di questo diritto d’uso, il toller corrisponde al proprietario un corrispettivo fisso (tolling fee) oppure una formula mista che include un compenso minimo garantito e una percentuale sui profitti generati dall’impiego dell’asset. In ambito storage, il modello è sempre più utilizzato per valorizzare le batterie come servizi di rete, senza trasferire la proprietà fisica dell’impianto. 

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In sintesi, tale strumento consente a chi investe in tecnologie energetiche di monetizzare la flessibilità e la capacità degli impianti, anche in assenza di incentivi pubblici, distribuendo in modo più efficiente rischi e benefici tra le parti coinvolte. 


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Avvocato specializzato in diritto dell'energia e dell'ambiente, fondatrice di GreenSquare - Società tra Avvocati. Nominata avvocato energy dell'anno 2025.