Chi adotta pratiche Esg registra migliori performance economiche

Presentato a Milano il rapporto dell'Associazione infrastrutture sostenibili (Ais)

Quando progettate, realizzate e gestite secondo criteri Esg, le infrastrutture sostenibili diventano fattori moltiplicatori dell’economia. Strumenti per accrescere la resilienza dei territori, ridurre i costi sociali e ambientali e attrarre investimenti. Lo rivela il rapporto dell’Associazione infrastrutture sostenibili (Ais) sul Valore della sostenibilità: finanza, economia, infrastrutture e presentato il 19 giugno a Milano.

Esg
Foto di Bernd Dittrich su Unsplash.

L’analisi mette al centro “la necessità di favorire una nuova cultura della progettazione infrastrutturale, che metta al centro la sostenibilità come valore aggiunto e non come limite” si legge a commento nella nota stampa.

Sostenibilità è investimento ad alta redditività

Il documento, affidandosi a dati e ad analisi economico-finanziarie, dimostra che la sostenibilità non rappresenta un “vincolo o un costo per l’economia, bensì un investimento imprescindibile e ad alta redditività”, capace di generare valore duraturo per le imprese, per i territori e per il Paese.

Il rapporto raccoglie e sistematizza un’ampia mole di evidenze provenienti da fonti autorevoli internazionali e istituzionali, per restituire una visione chiara: chi adotta pratiche Esg registra migliori performance economiche. Ma anche maggiore capacità innovativa e un più facile accesso ai mercati internazionali. Le aziende sostenibili mostrano rendimenti superiori: uno studio comparativo su 180 imprese ha rilevato che quelle ad alta sostenibilità hanno registrato una crescita del valore azionario superiore del 46% rispetto a quelle con basso impegno Esg.

Anche i fondi green si confermano più attrattivi: nel primo semestre 2024, gli asset gestiti in fondi sostenibili hanno raggiunto i 3 miliardi di dollari, con rendimenti medi dell’1,7% contro l’1,1% dei fondi tradizionali.

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Progettare e realizzare le infrastrutture secondo criteri Esg

Il nostro Paese risulta vulnerabile agli effetti del cambiamento climatico, come dimostrato dagli oltre 9 miliardi di euro di danni causati dalla sola alluvione in Emilia-Romagna del 2023. “La transizione ecologica rappresenta un’opportunità cruciale per rilanciare l’economia nazionale, soprattutto in settori strategici come l’energia, le costruzioni, la mobilità e l’innovazione tecnologica” avvisa il rapporto. Tuttavia, dallo studio emergono alcune criticità ancora da superare, tra cui la necessità di un quadro normativo più organico e una maggiore efficacia nell’utilizzo delle risorse europee del Pnrr.

Se investire nella sostenibilità rappresenta un investimento, il costo dell’inazione invece è elevatissimo. A livello globale, si stima che il mancato intervento per mitigare la crisi climatica possa generare danni per oltre 4,6 miliardi di euro l’anno tra perdite economiche, produttive e infrastrutturali. Solo lo stress da calore porterà alla perdita di oltre il 2% delle ore lavorative mondiali entro il 2030, per un danno stimato di circa 2,10 miliardi di euro all’anno. “Ogni euro non investito oggi nella transizione richiederà investimenti aggiuntivi doppi o tripli nei prossimi decenni” conclude la nota stampa.

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