Costruzioni: stop incidenti con strumenti digitali e cantieri sostenibili

I contenuti del position paper presentato il 13 giugno alla Camera dei deputati

Secondo l’ultimo rapporto Inail divulgato lo scorso gennaio, il settore delle costruzioni si conferma quello più pericoloso d’Europa per numero di decessi sul lavoro, con una quota del 23,3% sul totale delle morti registrate nell’UE. In Italia, i dati provvisori al 2024 mostrano un aumento del +2,8% delle denunce di infortunio in occasione di lavoro nel settore, rispetto al 2023. Nonostante il lieve calo complessivo degli infortuni tra i lavoratori (-0,7%), il comparto edile resta il più esposto, e il più bisognoso di strategie innovative e strumenti efficaci.

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Foto di Glenov Brankovic su Unsplash.

Si muove da qui il position paper sulla Responsabilità sociale e sicurezza sul lavoro, elaborato ad Ais (Associazione infrastrutture sostenibili), che propone un modello alla cui base c’è il rafforzamento della partecipazione attiva. Tutti gli attori coinvolti nel processo costruttivo, dai committenti ai lavoratori, devono cioè essere responsabilizzati e coinvolti a concretizzare un ambiente sicuro. “La sicurezza diventa così un processo condiviso, non più solo un insieme di obblighi calati dall’alto” si legge nel documento presentato il 13 giugno alla Camera dei deputati.

AI nelle costruzioni: quali vantaggi per la sicurezza

Nello scenario odierno, in cui il numero degli infortuni sul lavoro continua a crescere, e in cui risulta necessario trovare delle soluzioni nel minor tempo possibile, la tecnologia viene in supporto fornendo utili. In questo settore, sono diversi i dispositivi tecnologici o le metodologie digitali che possono essere adottati. Su tutte l’intelligenza artificiale che “permette ai sistemi di capire il proprio ambiente, mettersi in relazione con quello che percepisce e risolvere problemi” sottolinea il paper. Il documento spiega che il computer riceve i dati (già preparati o raccolti tramite sensori, come una videocamera), li processa e risponde. Va da sé che i sistemi di AI sono capaci di adattare il proprio comportamento, analizzando gli effetti delle azioni precedenti e lavorando in autonomia.

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La presentazione del position paper alla sala stampa della Camera dei deputati.

Viene menzionata anche la computer vision, un campo dell’intelligenza artificiale che permette ai computer e ai sistemi di ricavare informazioni significative da immagini digitali, video e altri input visivi, e intraprendere azioni o formulare delle segnalazioni sulla base di tali informazioni: “Se l’IA permette ai computer di pensare, la computer vision permette loro di vedere, osservare e capire”.

Crescente è anche l’interesse verso il gemello digitale dell’opera, ossia la sua rappresentazione e/o simulazione sviluppata all’interno di un ambiente digitale. Ciò si sostanzia integrando tutte le informazioni che intervengono nelle diverse fasi del proprio ciclo di vita, dalla programmazione all’esercizio, provenienti da molteplici sistemi, anche eterogenei. La logica è quella di una “gestione informativa in grado di restituire, in un ambiente virtuale, informazioni relative al contesto fisico simultaneo, pregresso o simulato”.

La leva del cambiamento parte dai cantieri sostenibili

Per ripensare il cantiere come luogo professionalizzante e in grado di permettere un aumento di competenze (tecniche, professionali, relazionali, organizzative, ambientali) per le persone che vi operano, il documento suggerisce di “allargare lo spettro della formazione ed informazione delle maestranze nell’ottica di fornire forte consapevolezza sui temi della sicurezza, esportabili in altri contesti lavorativi/altri cantieri”. Esempi positivi della gestione del cantiere possono diventare uno standard atteso per quelli successivi. Le regole e le buone prassi vissute nel cantiere, e che inizialmente sono nuove, possono cioè essere interiorizzate come regole interne e best practice consolidate.

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Foto di Ivan Henao su Unsplash.

Prima di tutto, competenze professionalizzanti da valorizzare emergono, per il singolo cantiere, da un ascolto delle maestranze e da una gap analysis delle qualifiche. Ne possono scaturire eventi formativi finalizzati sia alla produzione di cantiere, come ad esempio l’applicazione di nuove tecnologie per la realizzazione dell’opera. Ma anche per altri aspetti correlati indirettamente al lavoro in cantiere, come una efficace comunicazione, il benessere alimentare, lo screening della salute.

L’impegno dovrebbe prevedere la definizione congiunta degli obiettivi di sostenibilità del cantiere, ad esempio, attraverso un investimento di tempo e competenze in un kick-off meeting o workshop partecipato dalla direzione dei lavori, dalle figure apicali fino allo stesso appaltatore. “Tali obiettivi sono commisurati alle dimensioni del cantiere e diventerebbero quindi una prassi applicabile a cantieri di dimensioni differenti”. Tra gli obiettivi che potrebbero essere implementati e misurati nello sviluppo del progetto, vengono citati una serie di buone pratiche, come la leadership condivisa, un efficace modello di comunicare la sicurezza, la diffusione della cultura dell’equità e non discriminazione, l’utilizzo di simboli, segnaletica e immagini standard in sostituzione di parole, ossia un dedicato “linguaggio di cantiere”.

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