
I dati della ricerca sono stati elencati oggi a Roma alla presenza, tra gli altri, del Presidente di Ipsos Italia Nando Pagnoncelli, di Ermete Realacci, Presidente Commissione Ambiente Camera, di Sergio Cristofanelli, Presidente Comitato di Vigilanza e Controllo RAEE, di Davide Rossi, Direttore Generale Aires-Confcommercio, di Paolo Giacomelli, Direttore Area Ambiente Utilitalia e di Giuseppina Montanari, Assessore alla sostenibilità ambientale Comune di Roma.
Responsabilità dei cittadini su scarsi risultati di raccolta
Dal report emerge inoltre come il 35% dei cittadini (a Roma addirittura il 41%) sia consapevole del fatto che la responsabilità degli scarsi risultati ottenuti dalla raccolta dei RAEE dipenda dai loro comportamenti. Tra i responsabili di questo trend negativo legato al comparto vengono indicate poi le amministrazioni pubbliche (30%), valore in sensibile calo rispetto al 2011 (39%). A essere menzionati sono inoltre il canale distributivo (13%) e il settore dei produttori di apparecchiature elettriche ed elettroniche (11%).
Se si prende in considerazione come parametro la conoscenza della normativa sui RAEE, dai dati emerge come il decreto uno contro uno sia noto a una fascia di cittadini sempre maggiore, + 13% dal 2011, anche se solo il 30% lo conosce in modo approfondito. Ben il 44% degli intervistati, invece, non ha mai sentito parlare di questo strumento. Per quanto riguarda l’uno contro zero i numeri sono ancora più bassi: solo il 18% ne è a conoscenza, dato legato probabilmente anche alla sua recente introduzione, avvenuta nell’aprile 2016. Tra i cittadini più informati ci sono quelli delle isole.
“La ricerca evidenzia certamente un gap informativo da colmare nel settore della raccolta dei RAEE – commenta in una nota Nando Pagnoncelli, Presidente Ipsos Italia – Lo attesta la maggiore diffusione di comportamenti di conferimento virtuosi tra coloro che conoscono questa tipologia di rifiuti e i decreti che ne regolano la gestione, a differenza di coloro che non li conoscono, che rappresentano i principali responsabili delle cattive abitudini ancora diffuse. Gli italiani riconoscono grandi potenzialità al decreto ‘uno contro zero’ a cui, se sostenuto da campagne di comunicazione e da una maggiore convinzione dei rivenditori, viene attribuita la capacità di contribuire alla crescita della raccolta dei piccoli RAEE”.
Poca conoscenza sul tema
“La conoscenza dei RAEE e la consapevolezza dell’importanza della loro raccolta differenziata – precisa in una nota Giorgio Arienti, Direttore Generale Ecodom – sono ancora poco diffuse tra gli Italiani. Nelle nostre case ci sono moltissime apparecchiature non utilizzate o non funzionanti, soprattutto di piccole dimensioni, per il cui conferimento la distribuzione ha ancora un ruolo secondario. Il ritiro ‘uno contro zero’ è pressoché sconosciuto, sebbene se ne intuiscano le potenzialità per quanto riguarda l’incremento della raccolta: perciò il Consorzio, che nel 2016 con 95 mila tonnellate ha gestito il 33% del totale dei RAEE del Sistema RAEE italiano, continuerà a lavorare per far conoscere questo importante servizio gratuito”.
A sottolineare l’importanza di un nuovo approccio alla questione è Antonio Gaudioso, Segretario Generale Cittadinanzattiva, che spiega in una nota come l’obiettivo principale da raggiungere sia il coinvolgimento dei cittadini in modo da favorire la tutela dei loro diritti e la cura dei beni comuni. “Con tale finalità – ha spiegato Gaudioso – abbiamo ad esempio realizzato, in collaborazione con Ecodom, la guida ‘Rifiuti elettrici ed elettronici: come fare?’ A far la differenza, sono anche la capacità degli amministratori di implementare nei territori politiche nazionali e obiettivi europei, gli investimenti in infrastrutture dedicate, a partire da una più capillare presenza di specifici centri di raccolta, ma anche la capacità di fare rete tra i vari soggetti della filiera direttamente interessati – produttori, distributori, consorzi etc. – con le amministrazioni pubbliche e le organizzazioni civiche”.
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