Logistica, la sostenibilità è un gioco di squadra

Il contributo dell’azoto liquido come refrigerante green nei veicoli destinati al trasporto merci

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La promozione della sostenibilità ambientale nel comparto della logistica è un gioco di squadra. Una partita in cui tutti i soggetti della filiera sono coinvolti, ciascuno con le proprie peculiarità, per perseguire obiettivi comuni di efficienza e riduzione delle emissioni. E’ stato questo uno dei messaggi emersi con forza nel corso di LC3 Forum, organizzato l’11 ottobre a Milano dall’omonima società operante nel settore del trasporto merci su gomma. Un evento durante il quale sono state illustrate le potenzialità del gnl per il comparto logistico e si è rimarcata la volontà di delineare l’impegno green del settore come elemento fondante di sviluppo.

Azoto liquido a servizio della logistica sostenibile

Un esempio di quest’approccio alla tutela ambientale, sinergico e trasversale ai diversi livelli della filiera, è la scelta dell’azoto liquido come refrigerante. Un tassello in più per ridurre le emissioni inquinanti durante il trasporto delle merci, che si aggiunge alle altre scelte volte a minimizzare l’impatto delle vetture. Nello specifico LC3 ha introdotto nella sua flotta un tipo di semirimorchio refrigerato che abbina al gnl come carburante per la vettura questa metodologia di raffreddamento (e’ il primo del suo genere in Italia). A produrre l’azoto liquido destinato a questi semirimorchi è SOL, azienda specializzata nella produzione, ricerca applicata e vendita di gas tecnici. 

Come si produce l’azoto liquido

L’azoto liquido – ha spiegato Massimo Beccalli, direttore marketing di Sol nel corso del convegno – viene prodotto in impianti di frazionamento dell’aria in forma liquida, strutture che permettono di liquefare l’aria e separare le sue componenti: ossigeno, azoto e argon”. Si tratta di impianti nati circa 100 anni fa la cui tecnologia ha avuto “un’evoluzione rilevante in termini di efficienza nel corso degli anni”. E’ infatti una modalità di produzione di freddo che consente di sostituire i combustibili fossili con un’alternativa “pulita e sostenibile“.

Ma quali sono nello specifico i processi necessari per produrre questo refrigerante all’interno degli impianti di frazionamento di aria? Come funziona il raffreddamento tramite azoto liquido? Quali sono concretamente  le sue potenzialità in ottica green?

 

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