Prestiti per l’energia rinnovabile: Dubai punta sul solare

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Il progetto Dubai Clean Energy Strategy 2050, punta a ridurre la dipendenza dai combustibili fossili: tetti fotovoltaici e prestiti per l’energia rinnovabile

Se in California è stato attivato un parco fotovoltaico di 28MW di potenza, come scritto recentemente da SuperMoney News, negli Emirati Arabi Uniti, proprio la capitale Dubai, non sembra essere da meno per quanto riguarda il solare: tetti fotovoltaici e prestiti per l’energia rinnovabile. Questo e altro nel vasto programma Dubai Clean Energy Strategy 2050.

L’obiettivo del progetto, che dovrebbe terminare entro il 2050, è quello di produrre il 75% di energia da fonti rinnovabili, abbandonando sempre più in fretta i combustibili fossili.Il progetto è ambizioso, basti pensare che l’economia di Dubai era basata fino a poco tempo fa solamente sul petrolio e, ad oggi, l’energia verde che possiede è sotto il 5%.

Prestiti per l’energia rinnovabile: il fondo verde

Come prevedibile, un’iniziativa di questa portata procederà per tappe: la prima, che dovrebbe concludersi entro il 2020, ha l’obiettivo di raggiungere il 7% della copertura energetica attraverso le rinnovabili, e il 25% entro il 2030. Entro lo stesso anno tutti gli edifici dell’emirato dovranno avere una copertura fotovoltaica.

Sheikh Mohammed bin Rashid, Governatore di Dubai, è ottimista sulla riuscita del progetto (seppur costosissimo), tanto che ha annunciato la creazione di una zona chiamata Dubai Green Zone, futura location per i centri di ricerca e sviluppo sull’energia rinnovabile e per le relative aziende.

Uno dei punti centrali di Dubai Clean Energy Strategy 2050 è la creazione di un “fondo verde”: la disponibilità finanziaria sarà di oltre 27 miliardi di dollari che serviranno a garantire prestiti per l’energia rinnovabile agevolati a chi porterà avanti questa “lotta” in favore dell’energia green.

Dubai Clean Energy Strategy 2050: le dichiarazioni del Governatore

Stando a quanto dichiarato dal Governatore di Dubai, la strategia servirà a formare il settore energetico dell’emirato per i prossimi 30 anni: “L’obiettivo è fornire il 75% di energia dell’emirato attraverso fonti pulite entro il 2050, un dato che sottolinea il nostro impegno a creare un modello energetico sostenibile esportabile in tutto il mondo”.

Questo modello energetico è anche strategico, perché può contribuire alla crescita economica senza turbare o deturpare l’ambiente: uno degli obiettivi finali dichiarato da Sheikh Mohammed bin Rashid è che Dubai sia la città con l’impronta di carbonio più piccola del mondo entro il 2050.

Staremo a vedere, confidando che possa essere così, dopo anni di economia fondata sul petrolio,  con le conseguenze ambientali che a esso sono collegate.

 

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