Superano le 5 mln di tonnellate gli scarti alimentari sprecati in Italia ogni anno. Una cifra enorme se si pensa che basterebbero a sfamare le famiglie che soffrono la fame: nel 2017 si trovavano in condizioni di porertà assoluta 1.778.000 famiglie, il 6,9% del totale, pari a 5.580.000 individui, l’8,4% del totale degli italiani residenti (dati Istat). Di contro, le donazioni a enti caritativi non raggiungono il 9% delle eccedenze alimentari della filiera. Numeri che lievitano se riproposti in chiave mondiale: circa una persona su nove soffre la fame, 821 milioni nel mondo, 768 milioni non hanno accesso a una fonte d’acqua potabile sicura e 185 milioni sono costrette ad abbeverarsi alle fonti di superficie, come fiumi e laghi.

Eppure intercettare e recuperare questa risorsa, altrimenti sprecata, eviterebbe danni all’ambiente e alla società, se si pensa anche ai costi di gestione e di smaltimento del materiale. Sono solo alcune delle riflessioni che emergono nella giornata di celebrazione del World food day promosso dalla FAO oggi 16 ottobre.

Il Goal 2 degli SDGs

“Porre fine alla fame, raggiungere la sicurezza alimentare, migliorare la nutrizione e promuovere un’agricoltura sostenibile” è il Goal 2 dei 17 Obiettivi di sviluppo sostenibile promossi dall’ONU (SDGs). Il Rapporto Asvis 2018, che fotografa la posizione italiana rispetto al raggiungimento del target, rileva che ad oggi è aumentata la superficie agricola dedicata alle coltivazioni biologiche, è migliorata la produttività e la redditività delle piccole aziende agricole e, nell’ultimo biennio, è diminuita la popolazione sovrappeso. Eppure c’è ancora molto da fare, sottolinea l’ASviS, attraverso l’incentivazione di processi di innovazione sociale, la promozione del modello di economia circolare nell’agroindustria e il trasferimento tecnologico agli operatori locali.

Le regioni italiane e il Goal 2

L’indicatore composito per l’Italia

L’intesa in Campidoglio

Più forti sul contrasto allo spreco alimentare con l’impegno sottoscritto oggi tra il Campidoglio e i partner del progetto LIFE-Food.Waste.StandUp, coordinato da Federalimentare in partenariato con Federdistribuzione, Fondazione Banco alimentare Onlus e Unione nazionale consumatori. L’accordo prevede la donazione delle eccedenze alimentari del Campidoglio alle persone bisognose così da intercettare e redistribuire le eccedenze alimentari prima che diventino scarti. “Il contrasto allo spreco alimentare è uno dei nostri obiettivi, inserito anche nel Piano di gestione dei materiali post-consumo”, ha commentato in una nota stampa il primo cittadino della Capitale Virginia Raggi. “Solidarietà e civiltà sono le due anime della lotta allo spreco alimentare”, ha rimarcato Carlo Cafarotti, Assessore allo Sviluppo economico, Turismo e Lavoro di Roma Capitale.

Vacanze senza sprechi

La lotta allo spreco alimentare solca il mare con l’accordo tra Costa Crociere e Fondazione Banco Alimentare Onlus. Dopo un anno di attività 5 i porti coinvolti – Civitavecchia, Savona, Marsiglia, Bari e Palermo – e 60.000 le porzioni già donate, cioè i piatti non serviti agli ospiti per cena che sono stati riposti in contenitori di alluminio, conservati nelle celle frigorifere di bordo e consegnati ai volontari del Banco Alimentare. Il progetto ha preso il via con l’entrata in vigore il 14 settembre 2016 della legge n.166 contro gli sprechi alimentari e farmaceutici promossa dall’on. Maria Chiara Gadda.

L’accordo è parte dell’iniziativa 4GOODFOOD con cui Costa Crociere punta a ridurre del 50% entro il 2020 gli sprechi alimentari a bordo delle navi. Per il momento la compagnia ha superato la soglia del 25%.

Sfruttamento ittico negli oceani

L’uso indiscriminato delle risorse si combatte con il consumo responsabile. Per il World Food Day 2018 il WWF accende i riflettori sullo sfruttamento eccessivo del 33% degli stock ittici mondiali. Con la campagna Fish Forward, cofinanziata dall’UE per incrementare la conoscenza e la consapevolezza sul consumo sostenibile di prodotti ittici, denuncia lo sfruttamento al massimo delle proprie capacità del 60% degli stock ittici globali. Per dare altri numeri, sui banchi frigo e nelle pescherie circa il 60% di pesce e molluschi è di importazione e oltre il 50% proviene da Paesi in via di sviluppo. Il Mediterraneo, in particolare, è sovrasfruttato da decenni: per la cattiva gestione e l’impoverimento delle risrose, denuncia il WWF, versa in stato di sovrasfruttamento l’80% degli stock monitorati.

Il premio Barilla

12 i finalisti dell’edizione 2018 del Food Sustainability Media Award, promosso da Thomson Reuters Foundation e dal Barilla Center for Food and Nutrition,che riconosce l’impegno da parte di talenti emergenti e di giornalisti professionisti nella copertura dei temi legati alle sfide del sistema alimentare. 4 le categorie vincenti:

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