Al giorno d’oggi è diventato sempre più importante produrre energia da fonti rinnovabili. Si tratta di una produzione che ha un costo maggiore ma gli investimenti saranno poi ampiamente ripagati in futuro. Per questo anche Cividac, azienda leader nel settore della caldareria, da più di 30 anni impegnata nel mercato della lavorazione dell’acciaio inossidabile, utilizzato nel settore industriale, chimico, petrolchimico ed alimentare, ha deciso di fare una scelta strategica e di puntare sulla realizzazione di impianti Per Biomassa e Trattamento dei Rifiuti. Alla produzione di singole componenti, si aggiungerà quindi quella di impianti finiti.

Per combattere efficacemente i cambiamenti climatici e grazie a una esponenziale crescita dell’avanzamento tecnologico, ci si rivolge, nei più svariati settori, sempre di più alle energie rinnovabili. Uno dei settori in più fervente attività è quello degli impianti a biomasse di biogas e di trattamento rifiuti. I processi termo-chimici che portano alla trasformazione dei composti organici fino alla produzione di energia elettrica sono numerosi. Il più semplice è quello della combustione, quelli più all’avanguardia sono i processi di gassificazione e pirolisi.

COS’E’ LA PIROLISI

La Pirolisi, spesso chiamata anche Piroscissione, è un particolare processo per la decomposizione termochimica di materiali di natura organica che avviene in assenza dell’agente ossidante (ossigeno). Tale processo avviene essenzialmente fornendo del calore al materiale da trattare, in modo da fornire l’energia necessaria per rompere le molecole complesse e trasformarle in molecole meno complesse. Praticamente, detto in parole molto semplici ma efficaci, la pirolisi riproduce in brevissimo tempo un processo che in natura richiede migliaia di anni, ovvero la trasformazione irreversibile di materiale organico in combustibili fossili.

I COMBUSTIBILI CHE SI OTTENGONO

A seconda della quantità di energia termica applicata, e dalla temperatura finale raggiunta, si avranno diversi tipi di combustibili in forma solida, liquida e gassosa, come biochar, biocarburanti, e gas come metano, idrogeno, monossido e biossido di carbonio (anidride carbonica). Le tecnologie di pirolisi si differenziano sulla base del tempo di processo (da alcune ore a pochi secondi) e della temperatura di esercizio.  A basse temperature (fino a 450°C), la pirolisi produrrà principalmente biochar e carbonella, mentre le temperature elevate (sopra gli 800°C) avranno come risultato la produzione di residui gassosi, mentre a temperature intermedie si avranno principalmente i TAR (Oli).

Mentre entrambi i materiali solidi derivanti dal processo di decomposizione, la carbonella e il biochar hanno utilizzi molto diversi. La carbonella viene usata come combustibile domestico, il biochar invece, caratterizzato da elevata porosità, ritrova il suo maggior impiego in agricoltura sostenibile e conservativa. Applicato al suolo infatti è un potente ammendante. La sua alta porosità aumenta la ritenzione idrica e quella degli elementi nutritivi che rimangono più a lungo disponibili per le piante; migliora inoltre la struttura del terreno e le sue proprietà meccaniche. Un’ulteriore proprietà del carbone vegetale è quello di assorbire e trattenere inquinanti persistenti e cancerogeni con la conseguente potenzialità di utilizzare il biochar quale prodotto per interventi di ripristino ambientale. Altro vantaggio nell’uso del biochar è il cosiddetto sequestro di CO2 (carbon sequestration) mediante il quale l’anidride carbonica viene accumulata nel terreno invece che essere liberata nell’atmosfera.

I VANTAGGI

A differenza dei sistemi a combustione la pirolisi valorizza la biomassa annullando le emissioni di particolato sottile, sequestrando carbonio nel biochar e quindi riducendo la concentrazione di gas serra in atmosfera.

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