Storage, prospettive future di sviluppo

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Il settore dello storage legato al fotovoltaico sta registrando uno sviluppo a livello mondiale con USA, Cina e America Latina tra i Paesi in prima linea nella diffusione di questo tipo di tecnologie. In linea con il trend globale anche la situazione del mercato italiano che nei primi quattro mesi del 2016 ha visto un aumento del 38% rispetto al 2015.  E’ il quadro emerso dall’incontro intitolato “Sunny Days” che SMA, azienda specializzata nella nella produzione di inverter fotovoltaici, ha organizzato martedì 7 giugno a Milano. Un’occasione di dibattito per gli stakeholders del settore che hanno potuto confrontarsi in un contesto multidisciplinare sui trend di mercato del comparto in Italia e sulle sue prospettive future affrontando questioni legate alla regolazione e allo sviluppo tecnologico. 

A rimarcare l’evoluzione positiva del settore l’avvocato Emiliano Sani dello Studio Legale Macchi di Cellere Gangemi che ha sottolineato una sempre maggiore consapevolezza del ruolo delle fer da parte dell’Autorità per l’energia elettrica il gas e il sistema idrico in una prospettiva  legata ai meccanismi di crescita economica e di sviluppo tecnologico. Sani ha poi spiegato come, quando si affrontano  questioni di tipo normativo, l’elemento cardine della discussione debbano essere le tariffe elettriche. queste voci di costo, ha aggiunto l’avvocato, sono, infatti, attualmente al centro di una serie di riforme, in un un contesto dove la riduzione del picco di prelievo dalla rete implica dei vantaggi. In questo senso i sistemi di stoccaggio hanno dei risvolti positivi per i consumatori nella misura in cui  contribuiscono a ridurre istantaneamente il valore massimo di energia presa dalla rete. 

 Gli aspetti legati all’attuale contesto regolatorio sui sistemi di accumulo sono stati, invece, al centro dell’intervento di Alessandro Arena dell’Autorità per l’Energia Elettrica il Gas e il Sistema Idrico  che ha inoltre dato un quadro delle proposte contenute nel documento di consultazione 234/2016 dell’AEEGSI dedicata alla semplificazione delle procedure per la connessione di impianti di produzione di energia elettrica di piccola taglia. Tre le proposte principali contenute nel testo. La prima consiste nell’utilizzo di un modello unico, simile a quello realizzato   con la delibera 400 del 2015 per la connessione di piccoli impianti fino a 60 KW, compresi quelli di storage, con  l’obiettivo di una riduzione dei tempi e dei costi legati alla fase iniziale di connessione alla rete pubblica. La seconda riguarda la possibilità di introdurre dei codici di prodotto con tutte le informazioni dell’impianto per velocizzare, attraverso una banca dati,  l’iter burocratico per la connessione, e allo stesso tempo, ridurre gli errori nella compilazione delle domande. Infine la terza menziona una riduzione dei corrispettivi per la connessione fino a un minimo di 30 euro più iva per i piccoli impianti. 

Buoni risultati per il settore dello storage nel fotovoltaico in una  prospettiva futura sono stati sottolineati da Valerio Natalizia, Regional Manager SMA South Europe secondo cui ci sarà una forte accelerazione del comparto nei prossimi tre anni simile a quella che in passato ha visto protagonista il fotovoltaico, trend confermato anche dal crescnte interesse dei principali produttori di automobili a livello mondiale. “Io  credo che nell’arco di 2-3 anni questa parte di business all’interno del settore fotovoltaico rappresenterà una quota importante, si parla di un valore intorno al 22%” ha sottolineato il manager che ha menzionato l’importanza del ruolo delle istituzioni per permettere anche all’Italia di cavalcare questo settore, in cui si intravedono segnali più che positivi. (Nel video l’intervista integrale)

Nel corso dell’incontro è stata inoltre presentata una best practice realizzata in Lombardia e legata  a un progetto di incentivazione, appena concluso, per gli accumuli nel fotovoltaico. Il bando, come ha spiegato Anna Fraccaroli D.G Ambiente, Energia e Sviluppo Sostenibile della Regione Lombardia, metteva a disposizione 2 milioni di euro ed era aperto a soggetti privati e pubblici. Da una prima analisi delle domande, ha spiegato Fraccaroli, si è vsisto che circa il 97% delle d proveniva da privati cittadini (per lo più impianti da 3 KW). Nel restante 3%, invece, era presente qualche azienda, qualche esco, ma nessun soggetto pubblico (dato questo legato alla rilevanza del contributo).

Valerio Natalizia, Regional Manager SMA South Europe.

http://www.youtube.com/watch?v=6lCM2hrhevI

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Monica Giambersio

Giornalista professionista e videomaker. Laurea specialistica in Filosofia, master in giornalismo multimediale. Collaboro con Gruppo Italia Energia dal 2013.