Le case domotiche per la diversa abilità

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L’Unità Spinale dell’Ospedale Niguarda di Milano, con la collaborazione della onlus Aus Niguarda, ha recentemente ristrutturato due appartamenti che permettono ai degenti con lesione midollare di abituarsi a riprendere una vita il più possibile autonoma attraverso gli ausili offerti dalle soluzioni domotiche.

Ecco dunque un esempio in cui l’innovazione tecnologica si applica a settori del sociale dove gli effetti sono, in qualche modo, moltiplicati. Basti considerare che l’80% delle persone che riportano una disabilità a causa di una lesione midollare ha un’età compresa tra dieci e quarant’anni, quindi con un’aspettativa di vita ancora lunga.

I due appartamenti, in funzione da alcuni anni, hanno dunque permesso di verificare le soluzioni di accessibilità domestica e tecnologica, oltre alle necessità delle persone con disabilità più o meno gravi.

Tra le soluzioni implementate la porta, ad esempio, che non si apre a spinta ma è motorizzata per poter essere aperta anche da remoto. Il piano della cucina è ribassato, il bagno è equipaggiato da servizi igienici e doccia dedicati, letti e materassi sono progettati anche per le lunghe degenze.

Un tablet, inoltre, riporta una pianta dei locali e una serie di icone intuitive ne illustrano le funzionalità: accendere e spegnere le luci, sintonizzare la radio, alzare le tapparelle, regolare il flusso dell’aria condizionata e azionare la videocamera posta nell’ingresso.

Il controllo risiede nel sistema di automazione domestica MyHome di BTicino che, basato su un bus digitale aperto a più protocolli, è interfacciabile con le soluzioni di terze parti. Il sistema può sfruttare le comunicazioni radio attraverso il protocollo ZigBeee, consentendo di controllare anche apparecchiature non cablate. Il bus dei sistemi di automazione, diffusione sonora, Tvcc e gli altri servizi fanno capo ad un web server BTicino e possono così comunicare tra loro.

 

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