Come proteggere la salute dell’acqua

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Oggi le risorse idriche del pianeta influenzano il lavoro di circa 1.5 mld di lavoratori. Per questo la Giornata mondiale dell’acqua, promossa nel 1992 dalle Nazioni Unite, quest’anno si è concentrata sul tema “Water and Jobs”. Occasione di riflessione il convegno svoltosi il 22 marzo a Roma“Acqua, sostenibilità e partecipazione” organizzato dalla rappresentanza laziale del Comitato Giovani della CNI per l’UNESCO e dal Consorzio Tiberina.

Centrale la necessità di misurare i livelli di sostanze inquinanti presenti nell’acqua, intrecciato a quello dello sfruttamento indiscriminato delle risorse idriche. Da tempo Fabiana Arduini, Ricercatrice dell’Università degli Studi di Roma Tor Vergata, si occupa dell’analisi sensoriale dell’acqua basata su specifici enzimi e, in particolare, dell’individuazione di fosfato e arsenico. I dispositivi hanno vissuto un’evoluzione tecnologica nel corso degli anni: i ricercatori di Tor Vergata sono riusciti a superare l’ostacolo nel lungo periodo della stabilità delle condizioni operative e a realizzare dei sensori più sostenibili, stampati su carta con la cera al posto dell’inchiostro. L’uso di questi sensori può essere integrato in un sistema di flusso dove, sfruttando la connessione wireless, riescono a comunicare con una piattaforma in tempo reale per favorire l’accesso ai dati da remoto. A lavorarci l’azienda Tecnosens Srl che, come spiegato dall’Ingegnere Andrea Valeriani, entro la fine di quest’anno cercherà di immettere sul mercato uno speciale sensore per la misura del cloro.

Riportando il dibattito sul territorio laziale, inevitabile parlare della salute delle acque del Fiume Tevere: in occasione del Giubileo si sta promuovendo una politica unica di navigazione delle acque anche attraverso un progetto di segnaletica, come sottolineato da Fabrizio Ratto-Vaqur della Capitaneria di Porto di Roma. Inoltre, attraverso il Contratto di Fiume, accordo strutturato permanente tra soggetti pubblici e privati, il Consorzio Tiberina, come sottolinea il Presidente Giuseppe Maria Amendola, sta cercando di riportare all’antico splendore (ad un secolo fa quando i bagnanti si recavano sulle sponde del Fiume Tevere) alcuni tratti del fiume. Centrali le attività di volontariato per la pulizia di alcuni punti specifici e il “controllo civico”, un modo per sollecitare la risposta dei cittadini che, ricordiamo, possono preservare questa importante risorsa anche attraverso semplici gesti quotidiani.

Di seguito un video commento di Antonio Geracitano, Rappresentante regionale Lazio del Comitato Giovani della CNI per l’UNESCO che ci spiega la natura e l’obiettivo dell’organizzazione.

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Ivonne Carpinelli

Giornalista con la passione per l’ambiente e l’energia lavoro con Gruppo Italia Energia dal 2014. Mi occupo di mobilità dolce e alternativa, nuove costruzioni, economia circolare, arte e moda sostenibile. Esperta nella gestione dei social network e nel montaggio video non esco mai senza penna, taccuino e… smartphone.