L’urgenza della crisi climatica e la necessità di rispettare i rigorosi obiettivi di emissioni nette zero stanno spingendo il settore industriale verso una trasformazione radicale, dove la capacità di catturare la CO2 prima che raggiunga l’atmosfera non è più un’opzione ma una necessità strutturale. In questo contesto, Cool Planet Technologies ha recentemente segnato un punto di svolta fondamentale con la dimostrazione dal vivo del proprio impianto pilota a Grimsby, nel Regno Unito. La tecnologia presentata, basata su sistemi a membrana di ultima generazione, ha mostrato una capacità straordinaria di isolare l’anidride carbonica in tempo reale, offrendo una soluzione concreta per quei comparti industriali definiti hard to abate, come la produzione di cemento, acciaio e calce.
Il successo della sperimentazione britannica apre ora la strada a una fase di implementazione su larga scala che vedrà il suo culmine nei prossimi mesi, confermando come l’innovazione modulare possa coniugare sostenibilità ambientale e sostenibilità finanziaria.
Una tecnologia d’avanguardia nata dalla ricerca tedesca
Il cuore pulsante di questa innovazione risiede nella collaborazione strategica tra Cool Planet Technologies e il centro di ricerca Helmholtz-Zentrum Hereon in Germania. Da questa sinergia è nata una tecnologia a membrana PolyActive™ di ultima generazione, per la quale le due realtà hanno già depositato brevetti congiunti. A differenza dei metodi tradizionali di cattura del carbonio, che spesso richiedono l’uso di sostanze chimiche complesse o materiali di consumo dal forte impatto ambientale, il sistema a membrane piane offre un approccio puramente meccanico e fisico.
Torsten Brinkmann, esponente di Hereon, ha spiegato come queste membrane garantiscano una durata operativa di circa cinque anni senza necessità di additivi chimici, sottolineando che la scelta delle membrane piane rispetto a quelle a fibra cava permetta una flessibilità superiore nella selezione dei materiali e una dinamica dei fluidi ottimale lungo il percorso del flusso di gas. Questa efficienza strutturale è stata ribadita anche da Simon Gorringe, chief technology officer di Cool Planet, il quale ha descritto il sistema come una soluzione compatta, ecologica e di facile gestione operativa.
Il ruolo cruciale della misurazione di precisione
Un aspetto determinante per la validazione scientifica del processo è rappresentato dal monitoraggio costante dei dati. Durante i test condotti a Grimsby tra giugno e ottobre 2025, l’accuratezza della cattura è stata verificata attraverso l’impiego di sonde di misura in linea ad alta precisione fornite da Vaisala. Il modello Mgp241, specificamente progettato per questo mercato, utilizza una tecnologia a infrarossi brevettata in grado di misurare simultaneamente i livelli di anidride carbonica e l’umidità, coprendo uno spettro di concentrazione che va dallo 0 al 100%.
Andrew Corner, ceo di Cool Planet, ha precisato che per l’azienda è fondamentale poter garantire ai clienti livelli prestazionali certi, motivo per cui la misurazione precisa e affidabile delle concentrazioni di CO2 rappresenta un elemento critico. Simon Gorringe ha aggiunto che i dati raccolti dalle sonde, registrati con una frequenza di un secondo, hanno confermato la precisione dei modelli di simulazione iniziali, evidenziando uno scostamento inferiore all’1% rispetto ai risultati previsti in fase di progettazione.
Scalabilità e impatto sui volumi globali delle emissioni di CO2
L’impianto pilota di Grimsby, pur operando attualmente con due moduli su una superficie di membrana di 500 metri quadrati, ha già dimostrato una capacità teorica di cattura che raggiunge le 37.000 tonnellate all’anno. Questo dato rappresenta solo l’inizio di una strategia di espansione molto più ambiziosa. Cool Planet Technologies ha infatti annunciato l’avvio dell’assemblaggio di un nuovo impianto presso il sito di Höver, con una capacità di 10.000 tonnellate annue, i cui moduli prefabbricati verranno installati nell’arco di circa due mesi.
Le operazioni di cattura a regime dovrebbero iniziare nel secondo trimestre del 2026, avviando un periodo di test di dodici mesi volto a dimostrare l’efficacia economica della tecnologia su scala industriale. L’obiettivo dichiarato dalla società è ambizioso: raggiungere un tasso di recupero della CO2 pari al 95%, un parametro che renderebbe la tecnologia estremamente competitiva sul mercato globale delle soluzioni per il clima.
Verso la decarbonizzazione totale: trasformare i siti produttivi ad alta intensità
La visione a lungo termine di Cool Planet non si ferma alla dimostrazione tecnologica, ma mira alla trasformazione integrale dei siti produttivi ad alta intensità di carbonio. In collaborazione con il colosso del cemento Holcim, è già stata pianificata la costruzione di un impianto da 200.000 tonnellate all’anno a partire dal 2026, con l’obiettivo finale di realizzare un’infrastruttura capace di catturare circa il 90% delle emissioni totali del sito di Höver, arrivando a gestire circa 800.000 tonnellate annue all’inizio del prossimo decennio.
Andrew Corner ha rimarcato come la modularità e la scalabilità siano i pilastri su cui poggia l’intera offerta dell’azienda, evidenziando che il potenziale di decarbonizzazione è immenso se si considera che Holcim dispone di oltre 150 sedi nel mondo. Il ceo ha concluso esprimendo grande soddisfazione per il contributo delle tecnologie di misurazione Vaisala, che permettono di costruire quel rapporto di fiducia indispensabile con i clienti industriali, i quali necessitano di certezze assolute sulle prestazioni dei sistemi prima di procedere con investimenti di tale portata.
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