È tra le 26 isole europee che riceveranno il supporto della Commissione Ue alla transizione energetica attraverso il Clean Energy for EU Islands Secretariat, uno sportello unico che supporta la transizione energetica delle comunità insulari europee. L’Isola di Pantelleria si avvarrà del coinvolgimento di tutti i principali soggetti del territorio che negli ultimi anni hanno contribuito a rendere vivo l’interesse per l’innovazione e l’adozione delle fonti rinnovabili: assessorato all’Energia della Regione Sicilia, comune di Pantelleria e Parco nazionale dell’Isola, Associazione di promozione sociale Resilea e Cantina Basile Politecnico di Torino.

Nell’intervista alla Prof.ssa del PoliTO Giuliana Mattiazzo del DIMEAS-Dipartimento di Ingegneria Meccanica e Aerospaziale, approfondiamo il lavoro di sperimentazione condotto negli ultimi anni, soprattutto sulla produzione di energia dal moto ondoso, e il contributo della ricerca alla redazione del Pears e all’attuazione del DM rinnovabili isole minori.

Il Clean energy for EU islands secretariat favorirà la transizione energetica dell’isola di Pantelleria?

Il Clean energy for EU islands secretariat guiderà Pantelleria e le altre isole coinvolte alla redazione di un’agenda per la transizione energetica, capace di porre obiettivi progressivi, ambiziosi ma tangibili. L’iniziativa non prevede un finanziamento ad hoc per l’adozione di tecnologie per lo sfruttamento delle fonti rinnovabili e sistemi di accumulo, ma assicura il sostegno nella partecipazione ai bandi europei legati ai temi dell’energia che verranno proposti nei prossimi anni dalla Commissione Europea. Inoltre, i partner presenti sulle isole verranno fatti incontrare nel corso dei prossimi mesi, al fine di condividere esigenze e valorizzare le best practice oggi esistenti a livello europeo.

Contribuirete anche voi a redigere l’agenda per la transizione energetica?

Assolutamente sì. Contribuiremo alla definizione degli scenari energetici futuri: è fondamentale lavorare fin da subito per pianificare e accelerare una transizione energetica rispettosa di tutte le esigenze dell’Isola e che possa rappresentare un esempio concreto di sostenibilità ambientale, economica e sociale. Sarà fondamentale simulare a fondo il sistema energetico dell’isola per capire quale possa essere il mix di fonti ottimale per soddisfare in maniera efficiente e sicura la domanda energetica.

L’agenda per la transizione energetica servirà, dunque, a orchestrare lo sviluppo delle rinnovabili sull’Isola, affinché i differenti attori – amministrazioni locali e investitori privati – collaborino in maniera coerente e con obiettivi condivisi. Permetterà così di definire a priori, caso per caso, quali tecnologie saranno necessarie e quali standard minimi andranno assicurati. Inoltre, costituirà uno strumento fondamentale per pianificare lo sviluppo delle reti di distribuzione.

In che modo si integra con il DM rinnovabili sulle isole non interconnesse?

Il DM rinnovabili sulle isole non interconnesse ha sollevato in modo definitivo la problematica associata alla generazione di energia nelle isole minori e assicura finalmente una remunerazione dedicata per chi vuole produrre energia da fonti rinnovabili e – come è avvenuto per il resto d’Italia – assicurerà entro qualche anno una penetrazione di rinnovabili ragionevole, intorno al 20%.

Siamo in attesa dell’attuazione dell’altra parte del DM rinnovabili sulle isole minori, quella dedicata a due progetti integrati innovativi.

Siamo in attesa dell’attuazione dell’altra parte del DM rinnovabili sulle isole minori, cioè quella dedicata ai progetti integrati innovativi: due isole verranno selezionate per raggiungere un’elevata penetrazione di rinnovabili, facendo uso di tecnologie di produzione innovative e a limitato utilizzo di suolo, marine in particolare, e di sistemi di accumulo all’avanguardia. Queste saranno il banco di prova per la transizione energetica di tutte le isole minori non interconnesse. Speriamo che il decisore politico possa sbloccare il prima possibile il finanziamento per i progetti integrati innovativi.

Quali sperimentazioni avete condotto sull’Isola? Quali risultati avete ottenuto?

L’utilizzo di suolo è uno dei punti a sfavore delle tecnologie per lo sfruttamento delle Fonti Energetiche Rinnovabili: installare fotovoltaico a terra, e in maniera minore eolico, significa sottrarre terreno alle attività umane. L’utilizzo di suolo è poi ancora più importante sulle isole minori, la cui superficie è tipicamente limitata e sulle quali non ci si può permettere di sottrarre terreno all’agricoltura. Pertanto, riteniamo che le tecnologie per lo sfruttamento dell’energia del mare, in primis il moto ondoso e l’eolico off-shore, rappresentino una soluzione concreta, in grado di conciliare la sostenibilità ambientale e quella sociale.

Nel 2015 abbiamo installato un prototipo in scala 1:1 del dispositivo Iswec convertitore di energia dal moto ondoso: abbiamo validato con successo i modelli che descrivono il funzionamento del dispositivo e abbiamo ottenuto una grande quantità di dati utili a migliorarne la produttività. Speriamo di poter tornare a reinstallare Iswec a Pantelleria, ora in manutenzione, il prima possibile. Inoltre, stiamo effettuando alcune campagne di raccolta dati di disponibilità delle fonti energetiche rinnovabili che rappresentano un input importantissimo per il generatore di scenari energetici.

Il PoliTo collabora alla redazione del Piano energetico ambientale regionale siciliano Pears. Quale lo scenario relativo all’approvvigionamento energetico?

Il Pears rappresenta un Piano con obiettivi molto ambiziosi al 2030: la Sicilia ha tutte le carte in regola per incrementare la penetrazione delle Fer

Il Pears rappresenta un Piano con obiettivi molto ambiziosi al 2030: la Sicilia ha tutte le carte in regola per incrementare la penetrazione delle Fer, ponendo la giusta attenzione verso tutto ciò che riguarda ai vincoli paesaggistici e la necessaria mediazione con essi, introducendo tecnologie sia tradizionali che innovative. Il Pears riconoscerà anche l’importanza delle Isole minori quali caso studio e laboratorio per la transizione energetica: dall’esperienza maturata a Pantelleria e sulle altre isole, potremo imparare molto: dalla gestione di una penetrazione elevata delle rinnovabili su una smart grid, all’efficacia delle tecnologie per l’accumulo a breve e medio termine dell’energia elettrica prodotta, fino all’influenza sulla curva di carico della rete da parte della diffusione delle auto elettriche.

Quali altri progetti di ricerca inserirete in questa strategia, penso alla produzione di biocarburante dalle alghe?

Al Politecnico di Torino ci sono diverse attività di ricerca in corso. Nello scenario energetico dell’Isola di Pantelleria verranno incluse tutte queste soluzioni. Alcuni prevedono l’utilizzo delle alghe per la biofissazione dell’anidride carbonica al fine di ottenere la mitigazione di uno dei fattori di emissione responsabile dei cambiamenti climatici. I possibili utilizzi delle alghe prodotte a valle del processo di biofissazione sono l’utilizzo per l’industria nutraceutica e cosmetica e la produzione di bio olio. Un altro progetto di ricerca avviato prevede l’accrescimento di alghe in condizioni ipersaline per il trattamento dei reflui dell’industria petrolifera.

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Ivonne Carpinelli
Giornalista con la passione per l'ambiente e l'energia lavoro con Gruppo Italia Energia dal 2014. Mi occupo anche di mobilità dolce e alternativa, nuove costruzioni, economia circolare, arte e moda sostenibile. Esperta nella gestione dei social network e nel montaggio video non esco mai senza penna, taccuino e... smartphone.